SALUTE. Ricerca SIGO: “La legge 194 è tecnicamente ben applicata”

La legge 194 sulla tutela sociale della maternità e l’interruzione volontaria di gravidanza è tecnicamente ben applicata. I tempi di attesa sono buoni, la presenza dei mediatori culturali è garantita in tre strutture su quattro. Si può migliorare sul versante dell’anestesia: è ancora poco impiegata quella locale. Mentre resta alto il numero degli obiettori e solo il 39,5% degli ospedali assicura la presenza di personale non obiettore disponibile per ogni turno. Sono i risultati dell’indagine nazionale sull’interruzione volontaria di gravidanza condotta dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO).

Nella rilevazione sono stati esaminati 45 centri italiani che hanno effettuato complessivamente il 13.5% delle 127.038 interruzioni volontarie di gravidanza avvenute in Italia nel 2007. Per l’associazione "l’applicazione concreta della norma è soddisfacente: positiva la presenza di mediatori culturali, garantita per tre strutture su 4 e buoni anche i tempi d’attesa, pari in media a 3.3 giorni per le urgenze e 13.7 per i casi non urgenti".

Si può migliorare. "In particolare – ha commentato Emilio Arisi, membro del direttivo nazionale SIGO e responsabile della ricerca – l’anestesia locale, indicata nelle raccomandazioni dell’OMS, è prevista solo nel 34,2% dei centri e, nel nostro campione, ciò è avvenuto di fatto nel 17.02% dei casi. Si privilegia invece ancora l’anestesia generale, potenzialmente più rischiosa e maggiormente dispendiosa".

I protocolli di collaborazione fra ospedale e consultorio restano però spesso sulla carta e nel 73% dei casi è la stessa paziente che effettua la prenotazione. Resta alto, rileva ancora l’indagine, il numero di obiettori: lo sono il 72% dei medici e il 57% dei primari e solo il 39.5% degli ospedali assicura la presenza di personale non obiettore disponibile per ogni turno.

"In questi trent’anni sono profondamente mutati i bisogni e l’identikit delle donne che chiedono l’interruzione di gravidanza – aggiunge il prof. Giorgio Vittori, presidente della SIGO – Ad esempio, il 32% degli aborti in Italia riguarda donne immigrate, ben il 42.08% nel nostro campione. Per questo la SIGO ha ritenuto necessario condurre un’indagine tecnica, al di là delle ideologie, per verificare l’effettiva applicazione della legge. La donna che compie la dolorosa scelta di abortire merita di essere tutelata il più possibile e la 194, pur se perfezionabile, resta in questo senso una norma efficace".

Per le più giovani la SIGO ha inoltre lanciato una campagna di protezione della fertilità, con una fiction in 3D e l’uso di youtube: l’iniziativa si chiama "Aurora alla scoperta della fertilità" e sottolinea in particolare l’importanza di proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili, e di pianificare per tempo le scelte riproduttive, compatibilmente con le esigenze della donna.

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