SALUTE. Rifiuti in Campania, alcune Regioni si tirano fuori

Emergenza rifiuti in Campania: l’Associazione dei Comuni è pronta a mettere in rete le esperienze positive sullo smaltimento dei rifiuti, mentre il Presidente della Conferenza delle Regioni ha ribadito come la situazione rappresenti una "emergenza nazionale" annunciando un coordinamento tra la Presidenza del Consiglio, il Commissariato straordinario e le singole Regioni. Ma dalle Regioni non mancano i distinguo: se infatti la Sardegna si è detta solidale, la Liguria ha annunciato che non accoglierà i rifiuti della Campania, dalla Lombardia è arrivato un "no tecnico e non politico" e la Basilicata ha espresso la propria impossibilità ad accogliere rifiuti.

ANCI. "Da parte della Associazione dei Comuni Italiani c’è la piena disponibilità a fare in modo che le conoscenze e le esperienze positive in tema di smaltimento dei rifiuti, maturate in molti Comuni italiani, siano messe in rete, a disposizione delle amministrazioni locali campane che si trovano ad affrontare l’emergenza e che dovranno adeguarsi, entro i prossimi mesi, alle disposizioni contenute nel piano messo a punto dal Governo”: è il commento rilasciato ieri dal Presidente ANCI Leonardo Domenici. "Nel nostro Paese – ha sottolineato Domenica – esistono anche realtà comunali nelle quali il problema dello smaltimento dei rifiuti è stato risolto brillantemente. E come ANCI siamo quindi disponibili ad offrire collaborazione alle amministrazioni comunali campane, sia dal punto di vista delle procedure amministrative più valide e più rapide per raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge, sia per la gestione pratica, concreta, della fase di superamento dell’emergenza”.

CONFERENZA REGIONI. "La grave situazione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in Campania è un’emergenza nazionale. In quest’ottica è giusto che tutte le istituzioni della Repubblica compiano uno sforzo comune": è la posizione espressa ieri dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. "Si tratta di un lavoro che deve andare di pari passo con il Piano definito dal Governo per affrontare l’emergenza nello stesso territorio della Campania con l’attivazione degli impianti e delle discariche già previsti dalla legge nazionale. Nelle prossime ore – ha detto Errani – si attiverà un coordinamento tra la Presidenza del Consiglio, il Commissariato straordinario e le singole Regioni per verificare le disponibilità in relazione alle caratteristiche dei territori, dei sistemi di smaltimento e nel rispetto delle condizioni di massima sicurezza per i cittadini".

REGIONI. La posizione delle diverse Regioni non è però uniforme. La Liguria non è disponibile ad accogliere i rifiuti della Campania: "Pur condividendo l’invito alla solidarietà e alla coesione del governo, al momento, il nostro territorio è nell’impossibilità di affrontare l’emergenza campana": questo quanto annunciato ieri dall’assessore all’Ambiente della Regione Liguria Franco Zunino, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con le regioni italiane convocato dal presidente del Consiglio Romano Prodi. "L’impianto di Scarpino, a Genova, perché è di questo che si parla, per le attuali condizioni di accessi e viabilità, non sarebbe in grado di far fronte a questo tipo di operazioni. Proprio nell’ottobre scorso, Regione Liguria e governo hanno siglato un accordo di programma di oltre 19 milioni di euro per la realizzazione della viabilità alternativa per rendere compatibile con l’ambiente il transito dei mezzi pesanti diretti alla discarica genovese. E al momento, appare difficile anche individuare siti liguri alternativi", ha aggiunto l’assessore ligure che ha accolto invece, a nome della giunta regionale, l’invito del governo a partecipare ai tavoli tecnici sui problemi dei rifiuti.

La Lombardia ha espresso "piena solidarietà" ai cittadini della Campania ma anche "grande prudenza": "Piena solidarietà ai cittadini della Campania e impegno comune delle Regioni per risolvere il drammatico problema dei rifiuti – hanno detto l’assessore alle Risorse, Finanze e Rapporti Istituzionali Romano Colozzi e il presidente della Regione Roberto Formigoni – anche per non danneggiare ulteriormente l’immagine dell’Italia già gravemente compromessa in un quadro in cui le responsabilità di questa sciagura sono ben chiare a tutti. Allo stesso tempo, però, grande prudenza per non rischiare di compromettere la situazione in altre Regioni". In particolare, la Lombardia afferma che "la situazione dei propri impianti è equilibrata e parametrata alla tipologia dei propri rifiuti, dove un esteso ricorso alla raccolta differenziata consente di trattare i rifiuti in modo efficiente e persino produttivo. Il sistema infatti potrebbe rischiare di andare in fibrillazione se vi fossero conferiti rifiuti dalle caratteristiche differenti". "Il no della Regione Lombardia al recepimento dei rifiuti campani è un no solo tecnico. Non è affatto pregiudiziale e non ha nessuna motivazione politica o ideologica": lo ha detto l’assessore alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità, Massimo Buscemi, che ha parlato di due ragioni tecniche. "La prima è sotto il profilo quantitativo – ha detto – Discariche e termovalorizzatori lombardi sono tarati sul nostro ciclo dei rifiuti, quindi sulla dimensione del nostro fabbisogno di smaltimento e funzionano a pieno regime per questo. Un sovraccarico comprometterebbe il sistema". La seconda ragione riguarda il profilo qualitativo: quelli campani, ha proseguito, sono rifiuti non trattati.

Anche la Basilicata non accoglierà rifiuti. La Basilicata "ha assicurato che farà la propria parte, non venendo meno ai valori di solidarietà e di aiuto reciproco" e "fornirà mezzi ed uomini per la risoluzione del problema", afferma una nota stampa, "ma ha ribadito ancora una volta l’impossibilità ad accogliere rifiuti, anche di modeste quantità, a causa della progressiva saturazione in cui versano le sue discariche".

Diverso invece il caso della Sardegna, verso la quale sono state dirette circa 500 tonnellate di rifiuti. "L’immediata disponibilità della nostra regione – ha spiegato l’assessore dell’Ambiente, Cicito Morittu – sta consentendo alle autorità di mostrare i primi risultati nelle strade di Napoli e, allo stesso tempo, di programmare lo smaltimento della gran parte dei rifiuti nelle regioni contigue alla Campania, e comunque in quelle continentali, questo perché il trasporto in Sardegna è più oneroso".

Il documento: La Sentenza della Corte europea del 2007 contro l’Italia sui rifiuti

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