SALUTE. Ritalin, presto reintrodotto in Italia. Lo sconcerto di “Giù le mani dai Bambini”

Sarà disponibile alla fine di marzo il Ritalin, farmaco di riferimento (a base di metilfenidato) per la cura dei disturbi di iperattività grave nei bambini indicati con la sigla ADHD (acronimo di Attention Deficit Hyperativity Disorder). Lo ha confermato ieri il direttore generale dell’Aifa Nello Martini sottolineando che ci saranno molte restrizioni per la sua prescrizione. "E’ un programma rigoroso – ha commentato Marino – dove è evidente che il farmaco potrà essere somministrato solo dopo una diagnosi accurata. Non sarà disponibile con la prescrizione ordinaria come qualunque altro farmaco. I dati dell’utilizzo verranno raccolti per rivalutare l’efficacia e eventuali ulteriori restrizioni all’uso".

Sconcertata dalla relazione del presidente Martini si è detta "Giù le Mani dai Bambini"®, prima campagna italiana indipendente di farmacovigilanza per l’età pediatrica in Italia, che ha già anticipato azioni in sede giudiziaria. Pur di ottenere il via libera – sostiene il portavoce della campagna, Luca Poma, – l’Agenzia ha omesso ad esempio di illustrare nel dettaglio gli ultimi ‘warnings’ della Food and Drug Administration, che allertano tutti i medici americani circa il rischio di crisi maniaco-depressive, ictus, arresto cardiaco e morte improvvisa dei bambini in terapia con questi psicofarmaci, anche bimbi sani che non avevano mai avuto queste patologie. Questo atteggiamento di fatto reticente nei confronti della Commissione è a nostro avviso irriguardoso verso i Senatori presenti, autorevoli rappresentanti del popolo la cui opinione rischia di venire così viziata da tali gravi omissioni.

L’AIFA- continua Poma – ha "dimenticato" di spiegare alla Commissione che i protocolli diagnostico-terapeutici, elaborati con l’Istituto Superiore di Sanità e classificati come "documenti confidenziali", sono totalmente orientati verso la terapia farmacologica, e ignorano in larga misura le alternative al farmaco, anche se scientificamente testate, e che inoltre non vengono stanziate risorse aggiuntive per garantire la presa in carico del bimbo, se non a base di psicofarmaci. D’altra parte – conclude Poma – non ci stupisce che l’AIFA – al di la delle chiacchiere – non tuteli i piccoli pazienti, dal momento che la Presidente del Consiglio di Amministrazione AIFA, organo che darà nel corrente mese di marzo il via libera definitivo alla somministrazione di questi psicofarmaci ai bimbi italiani, prima di occupare questo incarico era un’alta dirigente di FarmIndustria, la lobby dei produttori di farmaci: ecco che i "controllati" siedono nei posti chiave degli organismi di controllo, con buona pace del diritto alla salute dei minori italiani. Non comprendiamo come possa il Ministro Turco continuare a tollerare questo grave conflitto d’interesse.

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