SALUTE. Roma, Ospedale Bambino Gesù: 9 febbraio, seconda giornata dedicata al bambino allergico

Come gestire il verde intorno alle scuole per limitare i rischi per i bambini allergici ai pollini? Come scoraggiare il fumo attivo e passivo negli ambienti scolastici? Come tutelare efficacemente il diritto alle cure d’emergenza dei bambini che soffrono di gravi allergie? Sono questi alcuni dei principali temi oggetto della "Seconda giornata per il Bambino Allergico", in programma a Roma il prossimo 9 febbraio 2007 (Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – piazza Sant’Onofrio, 4 – Roma).

Per il secondo anno, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punto di riferimento a livello internazionale per la salute dei bambini e degli adolescenti, organizza, in collaborazione con le associazioni dei pazienti Federasma, e l’ALAMA, Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche e con la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, una giornata di incontri sul tema delle allergie in età pediatrica, forte del grande successo della prima edizione e, soprattutto, per ribadire la necessità di attuazione nei confronti dei bambini che soffrono di malattie che si protraggono nel corso della vita.

Nel corso della giornata di dibattiti e di approfondimento si confronteranno i rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Ambiente, della Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma assieme alle Associazioni dei pazienti e delle Società Scientifiche, unitamente agli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

L’incontro vuole focalizzare l’interesse, oltre che sugli aspetti strettamente clinici, su due elementi altrettanto importanti quali la necessità di interventi risolutivi per i disagi cui i bambini affetti da malattie allergiche (come asma, rinite, eczema, allergia alimentare) possono andare incontro nell’ambiente dove vivono e l’informazione necessaria per poterli attenuare o prevenire. Iniziative che, infatti, giocano un ruolo di primaria importanza per garantire la tutela dei bambini affetti da tali patologie in ogni ambito della loro vita: casa, scuola, luoghi ricreativi.

Solo diffondendo la conoscenza della patologia, dei rischi e delle ricadute sociali ad essa collegate è, infatti, possibile programmare piani di intervento (anche personalizzati) che prevedano l’integrazione dei servizi socio-sanitari e scolastici per garantire ai bambini affetti allergie la possibilità di vivere una vita il più possibile "normale".

 

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