SALUTE. Roma, entro il 2006 saranno 10 i Centri Alzheimer

Contenere attraverso il mantenimento delle abilità residue, controllare i disturbi del comportamento, favorire il recupero mediante la riabilitazione fisica e psichica, migliorare la qualità di vita dell’anziano e della sua famiglia. Sono gli obiettivi dei Centri Alzheimer di Roma che entro il 2006 diventeranno 10. Presto aprirà infatti il decimo Centro Alzheimer di Roma nel territorio del I Municipio.

I servizi che ogni centro diurno mette a disposizione sono: trasporto, pasti, attività di socializzazione, terapia occupazionale, attivazione cognitiva, assistenza alla persona, animazione sociale, attività motorie di gruppo, fisioterapia e infermeria, servizio medico, segretariato sociale, assistenza psicologica. Per le famiglie, in particolare, si tengono corsi d’informazione sul trattamento dell’anziano.

In aiuto dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie il Comune, grazie ad un accordo con l’Assocaizione Alzheimer Roma e l’Associazione Malattia di Alzheimer, offre anche un numero verde: il 800.915379, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13. Rispondono a turno 20 operatori, volontari ed esperti, che spiegano tutto quello che c’è da sapere su: strutture e servizi ospedalieri specialistici; strutture territoriali delle Asl con esperienza consolidata nel campo dell’Alzheimer; servizi socio-sanitari presso Municipi e Asl; prestazioni mediche e assistenziali disponibili; questioni giuridiche relative ai diritti dei malati e dei loro familiari; iniziative e corsi per conoscere la malattia e imparare a gestirla; attività delle associazioni romane che si occupano di Alzheimer.

La malattia di Alzheimer – spiega il Ministero della Salute – prende il nome dal neurologo tedesco Alois Alzheimer, il primo a descriverne le caratteristiche anatomopatologiche nel 1907.
Colpisce prevalentemente le persone anziane e rappresenta la più grave e frequente forma di demenza primaria irreversibile (60-70% delle demenze); il restante 30% è riconducibile ad altre patologie, quali la depressione, le malattie metaboliche extracerebrali, i traumi o è legato all’assunzione di sostanze farmacologiche.

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