SALUTE. Sanit 2008. Cristelli (Farmindustria): “I vaccini, chiave del futuro”

"I vaccini rappresentano una delle chiavi del futuro. L’85% dei progetti di ricerca oggi sono su nuovi vaccini". A eccezione della potabilizzazione dell’acqua "nessun altro intervento ha avuto lo stesso impatto delle vaccinazioni nel ridurre la diffusione delle malattie infettive". È quanto ha detto oggi il presidente Gruppo Vaccini di Farmindustria Daniel Cristelli al Sanit 2008, il Forum internazionale della Salute in corso a Roma. Occasione, il convegno "Vaccini: presente e futuro", dal quale Cristelli ha lanciato anche una proposta per la gestione delle emergenze: "l’istituzione di un tavolo per le emergenze preso il Ministero della Salute con la presenza di tutti coloro che istituzionalmente sono coinvolti nella soluzione di tali problemi".

La storia dei vaccini è fatta di grandi conquiste e di nuove sfide. In queste ultime rientrano – ha evidenziato Antonio Cassone, direttore Dipartimento malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità – le malattie della povertà come Aids, malaria e Tbc che "fanno da tre a cinque milioni di morti l’anno, da otto a quindici milioni di nuovi casi all’anno"; le epatiti non A e non B; le malattie sessualmente trasmesse; gli agenti di infezioni batteriche associati all’assistenza sanitaria e le infezioni opportunistiche nell’ospite immunocompresso (il caso dei trapianti).

"Le aziende che fanno vaccini nel mondo, negli Usa e in Europa e senza contare India e Cina, sono meno di dieci – ha detto Daniel Cristelli – Ci sono pochissime aziende che fanno vaccini perché è difficile, lungo e il successo non è certo". Il presidente del Gruppo Vaccini Farmindustria ha sottolineato l’origine biologica dei vaccini e la produzione biofarmaceutica: si tratta di prodotti, ha detto, che hanno costi di sviluppo molto elevati e requisiti di sicurezza fissati ai massimi livelli, per i quali è difficile avere prodotti con validità superiore ai 18/24 mesi e che difficilmente vengono sviluppati in meno di 12/14 anni. "I vaccini di oggi e di domani – ha aggiunto – sono prodotti di biotecnologia. Ogni anno i vaccini prevengono nel mondo fino a tre milioni di decessi e 750 mila bambini salvati da gravi forme di disabilità permanente".

"La vaccinazione – ha proseguito Cristelli – si colloca fra i dieci più grandi successi di sanità pubblica dell’ultimo secolo" e "ad eccezione della potabilizzazione delle acque, nessuno altro intervento ha avuto lo stesso impatto delle vaccinazioni nel ridurre la diffusione delle malattie infettive". È stato stimato, ha proseguito, che se in Italia venissero vaccinati contro l’influenza tutti i cittadini di età compresa fra 50 e 64 anni, l’intervento costerebbe 74 milioni di euro e porterebbe un risparmio di 746 milioni di euro.

Ma non mancano le paure da parte della popolazione. "Il 10% della popolazione nei paesi industrializzati – ha sottolineato Cristelli – è scettica rispetto alle vaccinazioni", mentre "rari e circoscritti eventi che posso accadere a seguito di una vaccinazione fanno perdere fiducia nel valore rappresentato dai vaccini". Un aspetto importante per il futuro, ha detto Antonio Cassone dell’Iss, è rappresentato dunque dai vaccini da somministrare senza l’uso delle siringhe: "Sono convinto – ha aggiunto – che se avessimo una vaccinazione senza siringhe e vaccinazione col massimo di integrazione di antigeni vaccinali, avremmo meno preoccupazione da parte delle persone".

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