SALUTE. Sanità italiana, tra eccessivo consumo di farmaci e spreco di risorse

La Lombardia è la Regione dove negli ultimi 3 anni sono stati consumati più medicinali, in proporzione alla popolazione locale; i farmaci più utilizzati sono quelli per l’ipertensione: il Norvasc è stato usato dal 76% dei cittadini lombardi, il Triatec, per l’ipertensione e pressione arteriosa, dal 64,3%. Il consumo di questi farmaci è elevato anche in altre Regioni dove, però, il consumo complessivo di medicinali è minore rispetto alla Lombardia. L’Emilia Romagna, ad esempio, è la Regione più virtuosa.

E’ quanto emerge da un’indagine realizzata dal Codacons sul consumo di farmaci in 5 Regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, e Campania. Anche rispetto alla tipologia di farmaci consumati, emergono differenze da una Regione all’altra. In Campania sono diffusi tra la popolazione i farmaci contro l’ipertensione e quelli contro psoriasi, dermatiti e artrite; Sicilia e Lombardia registrano lo stesso consumo di medicinali per la prostata e per le terapie legate a tumori endocrini gastro-entero-pancreatici; la Sicilia registra il maggior consumo dei due farmaci contro disturbi psichiatrici, quali schizofrenia e psicosi (il 5,7% utilizza Seroquel o Zyprexa contro il 4,7% del Lazio). Infine, in Lombardia, il consumo dei farmaci per l’infertilità femminile è 5 volte superiore a quello di Lazio, Campania e Sicilia.

Oltre all’eccessivo consumo di farmaci, nella sanità italiana c’è il problema delle risorse, che non è un problema di deficit, ma di sprechi. Dal convegno organizzato oggi dal Codacons presso l’Ospedale San Gallicano di Roma è emersa a chiare lettere questa realtà: eliminando gli sprechi nelle prescrizioni dei farmaci, non ci sarebbe bisogno di fare tagli ai piani sanitari delle Regioni.

"Non è possibile – ha detto il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – che in una Regione si prescrivano farmaci contro l’epilessia per 10 milioni di euro e in un’altra per 500mila euro. Non credo che gli epilettici siano concentrati tutti lì. Quello che ipotizziamo è che vi sia un’associazione a delinquere dietro tutti questi squilibri nelle prescrizioni dei farmaci". Per questo il Codacons ha presentato denuncia presso la Corte dei Conti, le procure della repubblica e ai Nas. "Vogliamo che indaghino – spiega Rienzi – per verificare se c’é effettivamente questo spreco di denaro pubblico che noi ipotizziamo".

Accanto a questa sanità "sprecona" c’è, invece, una sanità difficile, ma virtuosa che è quella che sta realizzando l’Istituto per la promozione della salute delle popolazioni migranti (Inmp). Una sanità che dimostra che si può spendere di più e meglio, abbattendo le liste d’attesa e curando anche coloro che, in Italia, non hanno facile accesso alle cure mediche.

"Quest’anno abbiamo visitato 150.000 persone non in regola, tra rifugiati, richiedenti asilo e minori afgani, che altrimenti non avrebbero ricevuto assistenza medica". E’ quanto ha dichiarato Aldo Morrone, direttore dell’Inmp, che ha ricevuto dal Codacons anche il premio "Amico del Consumatore 2010". Insieme a lui sono state premiate altre personalità, da medici a giornalisti, che si sono distinti per il loro impegno nella diffusione della corretta informazione sui temi della salute o nella promozione e nella tutela della salute delle fasce deboli della popolazione.

Tra i premiati anche il Prof. Elio Guzzanti, che è stato Ministro della Sanità nel 1995 e che fu l’autore del decreto che ha vietato il fumo nei locali delle Pubbliche Amministrazioni, mettendosi contro le forti resistenze delle lobby dei produttori di tabacco e contro tutta la propaganda del fumo che stava in quegli anni dilagando in Europa.

di Antonella Giordano

 

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