SALUTE. Scarsa disponibilità di sangue per le trasfusioni in Italia. Altroconsumo fa un’inchiesta

Dal mese di giugno, quando inizia il periodo estivo, le richieste di trasfusioni di sangue diventano più frequenti e nei Centri regionali di coordinamento per le attività trasfusionali si lamentano sempre situazioni di carenza o emergenza delle scorte. Servono soprattutto giovani donatori. E’ quanto si legge in una nota del Centro Nazionale Sangue dell’Istituto Superiore di Sanità che, oggi, ha presentato a Roma una campagna straordinaria di sensibilizzazione alla donazione del sangue.

Il Centro Nazionale Sangue mette in guardia su un’eventuale emergenza che potrebbe manifestarsi nelle prossime settimane, a causa di questa situazione nazionale molto precaria sotto il profilo dell’autosufficienza. Si dovrebbe avere una produzione di mille unità di globuli rossi alla settimana in più rispetto agli attuali livelli produttivi, per ottenere un ragionevole equilibrio nel breve periodo e garantire, oltre alle urgenze ed emergenze, le attività trasfusionali ordinarie, su base nazionale. Essendo un’urgenza questa produzione dovrebbe essere raggiunta al più presto.

Con un decreto dell’ex Ministro della salute dell’11 aprile 2008 è stato adottato un "Programma nazionale di autosufficienza – anno 2008" che ha previsto dei parametri da rispettare. Alcune Regioni hanno registrato scostamenti negativi rilevanti, in alcuni casi in termini di decremento della produzione di unità di globuli rossi (significativo il caso dell’Emilia Romagna), in altri di riduzione della disponibilità a sostegno delle Regioni con carenze strutturate (molto rilevante il caso della Lombardia). La situazione dunque si differenzia da Regione a Regione, ma il rischio di andare incontro ad una carenza per il periodo estivo è nazionale.

L’attuale indice nazionale di donazione di globuli rossi per donatore all’anno è pari a circa 1,6 (ogni donatore, cioè, effettua, mediamente, 1,6 donazioni all’anno). E’ questo uno degli indici più bassi rispetto ai Paesi europei più simili all’Italia. Un incremento dell’indice di donazione dei donatori periodici già attivi di solo 0,05 (da 1,6 a 1,65) produrrebbe la disponibilità, su base annua, di circa 75.000 unità in più. Tale incremento garantirebbe, almeno nel breve e medio periodo, la necessaria autosufficienza nazionale sotto il profilo qualitativo e quantitativo.

Altri dati sconcertanti sul fenomeno della donazione di sangue in Italia arrivano da un’inchiesta condotta dall’associazione dei consumatori Altroconsumo su un campione di 2131 italiani, donatori e non. Secondo il 74% dei donatori la causa principale della scarsa partecipazione alla donazione di sangue è la carenza di informazione; soltanto il 17% degli intervistati ha sentito parlare della possibilità di donare il sangue durante una visita medica. Solo la metà del campione ha sentito parlare di quest’argomento nell’ultimo mese. I mezzi principali attraverso cui arrivano informazioni sulla donazione del sangue sono i cartelloni pubblicitari per la strada, la televisione e i volantini informativi, oppure durante le conversazioni con amici o parenti.

Il quadro si fa ancora più inquietante quando si passa a fare domande più tecniche. Meno della metà degli intervistati sa che si può donare anche solo una parte del sangue, come il plasma o le piastrine; il 30% è a conoscenza del fatto che il gruppo sanguigno 0 è il più diffuso in Italia e solo un quinto sa che quello più raro è l’AB. La quantità di sangue prelevata ad ogni donazione (mezzo litro) è nota al 43% del campione e solo il 36% sa che un uomo può donare sangue intero solo dopo che sono trascorsi 3 mesi dalla sua ultima donazione. Il motivo che spinge il 59% dei donatori a compiere questo gesto è la solidarietà; al secondo posto nella lista motivazionale ci sono l’obbligo morale e la carenza di sangue per le trasfusioni. Il 18% dei donatori è spinto dalla curiosità, il 20% dalla convinzione che donare il sangue fa bene alla salute e il 14% dal fatto che compiendo questo gesto la propria autostima migliora. Tra le ragioni che, invece, spingono a non donare il sangue ci sono la paura delle siringhe o di contrarre una malattia. La metà dei non donatori intervistati dichiara che non si presterà mai ad una trasfusione e il 30% di questi non lo farà per pigrizia.

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