SALUTE. Si celebra oggi la Giornata Mondiale del Rene

Nel mondo 1 persona su 10 ha un danno renale. Stanno bene i tuoi reni? E' questo lo slogan scelto quest'anno per la Giornata Mondiale del Rene. Oggi 8 marzo infatti, in tutto il pianeta, si celebra l'evento ideato per sensibilizzare la popolazione sui pericoli connessi alle patologie nefrologiche e sull'importanza della diagnosi precoce. In Italia l'iniziativa, svolta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è sostenuta dalla Fondazione Italiana del Rene (FIR) e dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN), che promuovono oggi delle visite specialistiche gratuite presso oltre 200 Unità Operative di Nefrologia e Dialisi che aderiscono al progetto e in 65 postazioni mobili di 63 città. Le visite prevedono un'anamnesi completa con il controllo della pressione e l'esame delle urine.

 

Le malattie renali sono ormai fra le principali patologie a livello mondiale. Nella popolazione generale, tra il 7% e il 10% delle persone ha un danno renale, molto spesso misconosciuto. Ed il rischio di un aggravamento della malattia verso forme invalidanti o mortali è a volte sottovalutato. La disfunzione renale infatti può condurre a complicanze cardiovascolari o evolversi fino allo stadio più grave, che richiede la dialisi. "La condizione che aumenta il rischio di malattia renale cronica – afferma Carmine Zoccali, Presidente della SIN – è associabile ad alcuni fattori di rischio ben noti. Diabete, ipertensione, obesità e ipercolesterolemia sono infatti i principali fattori di rischio, oltre all'età e alla ereditarietà".

 

Ogni anno in Italia sale in modo preoccupante il numero di dializzati: nell'ultimo quinquennio si è registrato un incremento della prevalenza di dializzati del 20%. Attualmente, sono circa 46 mila le persone che vivono grazie alla dialisi e circa 15 mila quelle sottoposte a trapianto renale. "Molto è stato fatto – afferma Vittorio Andreucci, Presidente della FIR – per assicurare un trattamento dialitico di qualità a tutti coloro che ne presentassero la necessità e per aumentare il numero dei trapianti renali. Molto è stato fatto per assicurare un trattamento dialitico di qualità a tutti coloro che ne presentassero la necessità e per aumentare il numero dei trapianti renali. Oltre a intensificare l'impegno per un ulteriore sviluppo di queste terapie, però, è necessario promuovere un'energica campagna di prevenzione e diagnosi precoce delle nefropatie, perché solo così è possibile affrontare questi problemi per tempo e in modo efficace".

 

Basilare è dunque la prevenzione e la ricerca, anche in termini di spesa sanitaria. "La terapia dialitica e il trapianto di reni, – spiega Giuseppe D'Amico, Presidente della Fondazione D'Amico per la Ricerca sulle Malattie Renali – che si applicano nella fase terminale dell'insufficienza renale cronica, assorbono oggi, da soli, il 3 per cento della spesa sanitaria del nostro Paese. Una cifra enorme che dovrebbe indurre i Ministeri della Salute e della Ricerca a predisporre progetti di studio finalizzati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura delle malattie renali, oltre a finanziare la ricerca di base, necessaria a conoscere meglio i meccanismi che provocano tali malattie".

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