SALUTE. Sindrome metabolica: un italiano su quattro è a rischio

E’ lo studio della sindrome metabolica una delle principali chiavi per migliorare a costo zero la prevenzione cardiovascolare secondo gli esperti della Siprec, Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare. E’ infatti attraverso l’identificazione precoce della sindrome metabolica e dei suoi sintomi più evidenti, come ad esempio la pancetta in eccesso, che si può evitare l’insorgenza di ictus, infarto e delle malattie cardiovascolari in generale, fino al danno d’organo. Questo il motivo che ha spinto la Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare a creare una Task Force per la stesura del documento "Sindrome Metabolica: Diagnosi e gestione clinica", dedicato ai medici di medicina generale, ma anche al semplice cittadino, che aspira a diventare paziente consapevole.

Il documento definisce la sindrome metabolica a partire dalla presenza di almeno 3 dei seguenti fattori di rischio: circonferenza addome ≥102 cm (uomini) ≥88 cm (donne); trigliceridi ≥150 mg/dl, HDL <40 mg/dl (uomini) <50 mg/dl (donne); glicemia a digiuno ≥100 mg/dl, pressione arteriosa ≥130/85 mmHg. "In base a questi parametri ed ai dati esistenti – afferma il Professor Volpe, Presidente Siprec e Direttore della Cattedra di Cardiologia della II Facoltà di medicina del Sant’Andrea, Università di Roma La Sapienza – si stima che in Italia, la sindrome metabolica interessi circa il 25 per cento degli uomini ed addirittura il 27 per cento delle donne. Parliamo quindi di numeri altissimi, pari a circa 14 milioni di individui.

Una conferma indiretta di queste cifre proviene dai dati riguardanti i medici di famiglia. Si stima infatti che un medico di medicina generale con 1500 pazienti abbia in media tra i suoi assistiti 45 pazienti affetti da Sindrome Metabolica, di cui 37 sono casi misconosciuti. Per questo motivo noi della Siprec abbiamo deciso di lanciare, con l’aiuto dei medici di medicina generale, un nuovo studio osservazionale su tutto il territorio italiano". In quest’ottica il primo e più facile controllo è quello di verificare il proprio giro vita che, secondo i parametri, appena citati, non deve essere superiore ad 88 cm per lei e 102 cm per lui. I primi dati disponibili sulla circonferenza addominale media degli italiani derivanti da un nuovo studio condotto su 1907 pazienti con età superiore od uguale a 65 anni hanno evidenziato come il giro vita degli uomini sia in graduale aumento e registri punte massime di 115 cm mentre quello delle donne arriva fino a 113,1 cm. A questa misurazione i medici dovrebbero far seguire altre sei semplici domande: il sesso, quanti anni hai, fumi e quanto, come sta la pressione, quale il livello di glicemia, e cioè sei diabetico o a rischio, quanto è il colesterolo.

In conclusione la Siprec ha creato una formula per l’identificazione precoce della Sindrome metabolica ad uso e consumo dei medici di medicina generale. "Abbiamo ideato una formula o per meglio dire una procedura guidata, – afferma il professor Giorgio Sesti del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Catanzaro "Magna Græcia -in grado di identificare la presenza di sindrome metabolica e collegarla alla presenza di fattori di rischio cardiovascolare semplicemente combinando la valutazione del rischio cardiovascolare globale a 10 anni secondo il sistema ad oggi più collaudato, il Framingham Risk Scoring, con la diagnosi di Sindrome metabolica. Questo ci ha permesso di identificare tre categorie di rischio cardiovascolari a cui affiancare terapie mirate ad alta efficacia."

Il documento di consenso sarà pubblicato sulla rivista scientifica internazionale High Blood Pressure & Cardiovascular Prevention nel numero in programma a dicembre 2006.

 

 

 

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