SALUTE. Solari, 3 su 10 riportano “schermo totale”. Kuneva: meglio evitarli

BRUXELLES. Questa estate su 10 abbronzanti in commercio, soltanto sette rispetteranno le raccomandazioni della Commissione Ue. Lunedì la commissaria europea ai consumatori, Meglena Kuneva presenterà un’indagine condotta da Colipa, l’Associazione delle Industrie Cosmetiche Europee. Secondo quanto è in grado di anticipare Help Consumatori, dall’indagine emerge che circa il 30% dei solari che i consumatori troveranno nei negozi quest’estate non saranno aggiornate con le raccomandazioni espresse dalla Commissione. Anche se questo non vuol dire che saranno illegali.

Le linee tracciate dalla Commissione europea nel 2006, infatti, non hanno un valore vincolante e non stabiliscono un obbligo per le aziende. Suggeriscono piuttosto ai consumatori come scegliere i solari in grado di proteggerli adeguatamente.

Per Bruxelles infatti creme e oli solari protettivi non dovrebbero dare l’impressione di garantire una protezione totale dai rischi derivanti da un’eccessiva esposizione ai raggi UV. Non dovrebbero quindi contenere l’indicazione ”Schermo totale” o ”Protezione 100%”, perchè gli esperti Ue ritengono illusoria l’idea di una protezione al 100%.

Anche per la commissaria alla Salute, Androula Vassiliou, sarebbe meglio se i consumatori scegliessero le creme solari facendo riferimento a quattro fasce di protezione (bassa, media, alta, molto alta). Ancora meglio poi se le etichette dessero indicazioni chiare anche per quanto riguarda la protezione dai raggi UVA. Se infatti sono i raggi UVB (con lunghezze d’onda più corte) a causare scottature ed eritemi, i raggi UVA (con lunghezze d’onda maggiori) sono dannosi nel lungo periodo, causando l’invecchiamento precoce della pelle. Entrambi i tipi di raggi, poi, interferiscono con il sistema immunitario e accrescono fortemente il rischio di cancro della pelle.

E ancora. Sarebbe meglio se dalle confezioni sparissero le indicazioni che fanno pensare a una "prevenzione per tutto il giorno" o che fanno supporre che il prodotto non necessita di essere applicato nuovamente nel corso della giornata. Per avere una protezione efficace, infatti, si devono utilizzare, per il corpo di un adulto medio, circa 6 cucchiaini da tè di lozione (36 grammi circa). Mentre mediamente i consumatori utilizzano soltanto ½ di tale quantità.

Proprio perché le novità non sono obbligatorie, i prodotti solari già presenti sul mercato ma non completamente adeguati alla Raccomandazione, potranno continuare ad essere venduti al consumatore. Non sono quindi automaticamente giustificate eventuali richieste di ritiro.

Gli italiani possono stare tranquilli. L’associazione italiana delle imprese cosmetiche (unipro) ha invitato le aziende associate ad attuare la Raccomandazione e ha siglato un protocollo d’intesa con il Ministero della Salute che ha contribuito all’avvio di iniziative comuni di informazione capillare verso i consumatori, nell’ambito del programma governativo "Guadagnare salute". I consumatori italiani quindi potranno trovare facilmente sugli scaffali i flaconi con le nuove indicazioni. Basta fare attenzione.

L’UE è un mercato importante e in crescita per i prodotti di protezione solare. Nel 2007 il valore stimato delle vendite al dettaglio (prezzi di vendita al dettaglio) dei prodotti di protezione solare è stato superiore a € 1,7 miliardi. Con un aumento delle vendite del 5% rispetto all’anno precedente. Il mercato comunitario dei prodotti di protezione solare è dominato da imprese europee: dei dieci principali fornitori nell’UE soltanto tre compagnie non europee assorbono una quota di mercato di circa il 10%.

Ecco lo schema riassuntivo sui fattori di protezione (i prodotti il cui fattore è inferiore a 6 sono considerati abbronzanti ma non protettivi):

Categoria indicata sull’etichetta e Fattore di protezione indicata sul prodotto

BASSA PROTEZIONE: "6" – "10"

MEDIA PROTEZIONE: "15" – "20" – "25"

ALTA PROTEZIONE: "30" – "50"

PROTEZIONE MOLTO ALTA: "50 +"

 

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