SALUTE. Solarium, CTCU fa test in Alto Adige: troppo irraggiamento e consulenze lacunose

Solarium per prendere un po’ di tintarella in vista dell’estate. Per eliminare quel pallore che accompagna l’inverno. Solarium fuori norma e bocciati, però, nelle consulenze preventive e nel livello di irraggiamento: è il risultato di un test effettuato dal CTCU (Centro tutela consumatori utenti) in dieci solarium di Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno e Caldaro. Tutti sono risultati insufficienti per l’intensità dellA dose nelle sedute abbronzanti – si misura in MED, che sta per Dose Minima Eritematogena, irraggiamento minimo per l’insorgenza dell’arrossamento dato da scottatura solare – e per la carenza delle consulenze preventive, che dovrebbero accompagnare chi vuole sottoporsi a una seduta abbronzante.

Afferma il CTCU: "Secondo le direttive in vigore, la prima seduta di abbronzatura artificiale di un cliente non ancora esposto, indipendentemente dal suo tipo di pelle, non dovrebbe superare il valore di 0,4 MED. In nessun caso, quindi nemmeno nelle sedute successive alla prima, dovrebbe essere superato il valore complessivo di 1,0 MED. Tutti i centri di abbronzatura verificati dal CTCU hanno evidenziato un valore di irraggiamento superiore a 0,4 MED: vale a dire, pericoloso per l’integrità della cute. Nessuna delle apparecchiature testate è stata in grado di mantenersi al di sotto del valore di sicurezza previsto, nemmeno con l’esposizione all’irraggiamento per tempi inferiori alle durate normalmente previste. All’opposto, sono stati misurati valori anche cinque volte superiori a quelli stabiliti dalla normativa. In sei casi su dieci i tipi di seduta consigliati dagli operatori dei solarium hanno evidenziato alla prova un valore di radiazione superiore a 1,0 MED, di fatto equivalente ad una scottatura. Di questi, ben tre hanno ulteriormente evidenziato i rispettivi valori limite di 1,8, 1,9 e addirittura 2,0 MED".

I centri esaminati non hanno risposti ai requisiti attesi per quanto riguarda una prima consulenza al consumatore, esaminata dall’associazione in base a criteri che riguardano le indicazioni sui pericoli delle radiazioni UV, la valutazione del tipo di pelle del cliente, l’offerta di occhiali protettivi, l’indicazione di rimuovere il make-up, la verifica dell’assunzione di medicinali, la raccolta di informazioni su eventuali malattie o anomalie della pelle e l’indicazione dell’intervallo di tempo necessario fra le esposizioni. Risultati scoraggianti: "Nessuno dei centri di abbronzatura testati ha risposto ai requisiti attesi per una prima consulenza ottimale – afferma l’associazione – Tutti i centri rilasciano consulenze errate ovvero gravemente incomplete. In sette dei dieci centri visitati non erano disponibili gli occhiali protettivi. In un centro era disponibile un unico paio che non è comunque stato offerto attivamente. Il bilancio finale delle consulenze è negativo e nell’insieme sono da considerarsi lacunose".

L’associazione chiede inoltre il divieto di solarium per i minorenni:"Le proposte già depositate in Parlamento devono essere attuate quanto prima, poiché queste misure sono necessarie da un punto di vista scientifico per tutelarsi da danni alla salute. In Francia, Germania ed Austria il divieto è già previsto per legge. Ma non bastano cartelli di avviso: servono norme effettive di tutela con rispettive sanzioni".

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