SALUTE. Sostanze tossiche nell’acqua potabile, Ue invita Italia a rispettare i livelli di legge

L’acqua potabile che arriva nelle case degli italiani desta qualche preoccupazione. La Commissione Europea, infatti, ha incaricato il Comitato scientifico sui rischi per l’ambiente e la salute della Commissione Europea (SCHER, Scientific Committee on Health and Environmental Risks) di esprimere un parere a riguardo. Il Comitato ha rilevato che nei rubinetti delle case italiane scorrono livelli di sostanze tossiche superiori alla legge: questo se non è un pericolo per gli adulti, lo è per i ragazzi e, soprattutto, i neonati.

Le sostanze in questione sono arsenico, boro e fluoro che, in alcune Regioni italiane, superano di cinque volte i livelli consentiti dalle norme europee. "L’Italia – spiega Altroconsumo – è il paese europeo dove più frequentemente si permette ad alcuni acquedotti di erogare acqua con valori fino a 5 volte superiori alla legge, in particolare per arsenico, boro e fluoro. Una pessima abitudine, che ha più volte suscitato polemiche e creato allarmismi sui potenziali rischi sulla salute".

Altroconsumo ricorda che ad agire da anni in regime di deroga sono alcuni comuni di Lazio, Campania, Toscana, Umbria, Lombardia e le province di Trento e Bolzano. "È per questo che il Ministero della salute, prima di prolungare ulteriormente la possibilità di deroghe, ha sollecitato alla Commissione europea un nuovo parere scientifico sulla scottante materia" scrive Altroconsumo in una nota.

La risposta del Comitato ha in parte confermato le preoccupazioni sulla salute dei più piccoli: nello specifico, per i bambini sotto i 3 anni il boro assunto bevendo acqua potrebbe facilmente raggiungere il limite massimo tollerabile, mentre per i bambini e i ragazzi fino a 18 anni non è escluso che gli effetti negativi dovuti all’arsenico si manifestino già a partire dai 20 g/l. Altroconsumo ricorda che l’arsenico è un elemento non essenziale all’organismo umano e, a elevate esposizioni, può causare tumori della pelle e degli organi interni; il fluoro, se assunto in quantità eccessiva causa fluorosi dentale e ossea nei bambini e il boro è tossico per le vie riproduttive.

L’Associazione dei consumatori spiega che "quando è in vigore una deroga, la regione deve informare adeguatamente e tempestivamente la popolazione coinvolta, fornendo indicazioni specifiche per le categorie di popolazione più esposte a rischi: bambini e adolescenti, donne in gravidanza e allattamento".

"In attesa di una tempestiva messa al bando delle deroghe, chiediamo al Ministero della Salute di segnalare – ad esempio attraverso una mappa interattiva sul sito – tutti i territori che hanno ottenuto deroghe su alcuni dei parametri previsti dal decreto legislativo 31 del 2001 per le acque destinate al consumo umano".

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