SALUTE. Sottosegretario Francesca Martini riceve premio Aila per tutela della donna

Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini si è aggiudicata il premio Aila "Progetto Donna" "per il contributo sociale e il ruolo politico svolto per la salute della donna e, in particolare, per l’importante attività svolta a tutela delle categorie fragili quali donne, anziani e bambini, con particolare attenzione ai temi della disabilità e della prevenzione delle patologie femminili".

Il premio è stato consegnato oggi a Roma."Come donna – ha detto il sottosegretario durante la cerimonia di premiazione – ho sempre pensato di avere un debito aperto nei confronti dell’universo femminile e oggi, nel mio incarico di Governo cercherò di lavorare sempre di più per tutelare la salute della donna ma anche per favorire quel dialogo uomo-donna fondamentale per promuovere un cambiamento culturale e sociale che permetta alla donna di avere effettivamente le stesse possibilità degli uomini nei diversi ambiti, lavorativo, sociale, etc…".

Intervenuta alla tavola rotonda "La donna nel terzo millennio: aspetti biologici e sociali", Martini ha sottolineato i progressi fatti nella salute femminile e le sfide da affrontare. Nell’ultimo decennio, ha ricordato, sono stati compiuti molti passi avanti testimoniati anche dalle consapevolezza femminile in materia di medicina di genere e prevenzione. "E proprio in materia di prevenzione – ha detto Martini – voglio sottolineare quanto sia importante non abbassare la guardia perché molte donne in diverse parti d’Italia non hanno usufruito dei programmi di screening, sia a causa di una scarsa informazione sulle possibilità di accesso che per una scarsa percezione e coscienza dei rischi collegati a mancate diagnosi precoci. Spesso le donne non hanno la dovuta consapevolezza di quanto la salute vada tutelata sin dai primi anni di vita. Per quanto riguarda le patologie sessualmente trasmesse, ad esempio, non vi è ancora una piena consapevolezza che rapporti sessuali non protetti espongono a contrarre il papilloma virus, l’Aids, e le cosiddette malattie sessualmente trasmesse che, se non diagnosticate e correttamente curate, possono mettere anche a repentaglio la possibilità di avere figli. Per questo stiamo continuando l’azione di informazione sull’utilità della vaccinazione delle bambine tra gli 11 e i 12 anni contro l’HPV". Per Martini uno dei passi da fare è "spostare sul territorio parte delle risorse investite nell’assistenza ospedaliera e potenziare la medicina di famiglia" e il distretto.

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