SALUTE. Statunitense con Tbc in Italia, ministero della Salute: “No allarmismi”

Dopo la notizia sul caso di Tbc di un cittadino statunitense in transito in Italia nei giorni scorsi, arrivano immediate le rassicurazioni del ministero della Salute. Il cittadino statunitense ha recentemente viaggiato in aereo in Europa e in Italia. Dopo la sua partenza dagli Stati Uniti, il laboratorio dell’ospedale, dove veniva curato per un trauma al torace, ha diagnosticato un’infezione tubercolare causata da un germe estremamente resistente ai farmaci. In seguito a questa notizia ci sono stati vari tentativi da parte delle autorità sanitarie statunitensi per rintracciare il soggetto e convincerlo a rientrare in patria per un adeguato trattamento.

In Italia, il paziente ha soggiornato con la moglie in un albergo romano per tre notti e due giorni, ma le autorità sanitarie italiane sono state avvertite soltanto il 24 maggio, giorno della sua partenza da Roma per gli Stati Uniti. "Il contagio della tubercolosi – si legge nella nota del ministero della Salute – è condizionato da diversi fattori quali: la presenza di tosse, la presenza del germe nello sputo, la vicinanza e la durata dei contatti tra individui e la suscettibilità individuale dei contatti. In questo caso, – rassicura il ministero – tutti gli elementi concorrono ad affermare che la probabilità che questa persona possa avere contagiato altri durante i suoi viaggi attraverso contatti occasionali e di breve durata è assolutamente trascurabile, se non, come sottolineato oggi dalle autorità sanitarie canadesi, pari a zero".

I motivi per non allarmarsi, secondo quanto riferisce il ministero sono il fatto che il soggetto non ha mai avuto sintomi, che nonostante abbia avuto contatti stretti e prolungati negli ultimi quattro mesi con la moglie e altri familiari, nessuno di questi è risultato positivo, che le regole internazionali sul rischio di contagio da tubercolosi confermano che questo rischio può essere considerato in caso di contatti prolungati.

La presenza di un caso di tubercolosi resistente ai comuni farmaci usati per la cura di questa malattia ha sensibilizzato le autorità sanitarie: ministero della Salute, in coordinamento con le autorità sanitarie degli altri Stati membri dell’Unione Europea e con il Centro Europeo di Controllo Malattie (ECDC) hanno attivato specifiche indagini epidemiologiche, come previsto dalle moderne regole internazionali di vigilanza sanitaria.

Rassicurazioni anche dall’Europa: ”I rischi per queste persone sono molto limitati, mentre gli altri passeggeri non sono considerati a rischio”, ha detto il portavoce della Commissione Philip Tod, dando conto dei risultati della riunione dell’European centre for disease control (Ecdc), tenutasi ieri a Stoccolma presieduta dall’esecutivo europeo. I passeggeri saranno contattati dalle rispettive autorita’ nazionali, in quanto – precisa Bruxelles – sono gli stati membri responsabili del controllo dei propri cittadini.

A scopo precauzionale, gli esperti nel controllo di malattie dei 27 stati membri della Ue, hanno deciso di effettuare controlli sui passeggeri che hanno viaggiato due file davanti e due file dietro e nella fila in cui aveva posto il turista americano in luna di miele, affetto da una grave forma di tubercolosi resistente alle cure.

 

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