SALUTE. Suini alla diossina, 22 partite a rischio segnalate dalla Ue

Carne di maiale irlandese contaminata da diossina, scattano i controlli. Finora sono 22 le partite di carne entrate in Italia e segnalate dalla Commissione europea come a rischio contaminazione. Dopo l’allerta lanciata dall’Unione europea sul rischio di contaminazione della carne proveniente dall’Irlanda – all’origine ci sarebbe la contaminazione del mangime da parte di oli industriali – sono scattati i controlli alle frontiere sulle partite di carne suina. L’Europa ha infatti chiesto di bloccare le importazioni di carne suina proveniente dall’Irlanda e diretta ai paesi europei fra i quali l’Italia. Qui sono 22 le partite di carne a rischio segnalate, mentre i primi sequestri sono stati effettuati in Emilia Romagna, in Campania e in Veneto. E sono scattati i controlli anche sulle partite di carne bovina importate dall’Irlanda.

"Sulla base delle informazioni avute dalla Commissione Europea che le Autorità irlandesi hanno disposto il sequestro cautelativo di alcuni allevamenti bovini e su cui stanno facendo indagini per accertare la presenza di diossina", informa una nota, il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha infatti disposto "controlli sulle partite di carne bovina irlandese destinate al mercato italiano". Gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) del Ministero, a cui arrivano tutte le segnalazioni di scambi di alimenti animale di provenienza comunitaria, sono stati allertati sulla necessità di effettuare tali controlli in collaborazione con i servizi veterinari regionali e delle A.S.L. Mentre continuano, informa il Ministero, le operazioni di controllo, rintracciamento e sequestro cautelativo di tutte le partite di carne suina e derivati introdotti in Italia dal primo settembre 2008.

Dalle associazioni di categoria arriva l’invito a non alimentare "l’effetto psicosi" e a indicare la provenienza della carne in etichetta. Dall’Irlanda, afferma Coldiretti, arriva "appena lo 0,3 per cento delle carni di maiale importate dall’Italia". Dagli allarmi della mucca pazza all’aviaria, il settore è preoccupato per le ripercussioni economiche della nuova emergenza alimentare. "Giusto mettere in campo tutte le forze per i controlli e le verifiche sulla eventuale presenza di diossina nelle carni – afferma la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori – Tutte le tutele per i consumatori sono imprescindibili, ma il caso della carne di maiale contaminato da diossina in Irlanda non deve minare la sopravvivenza economica di chi produce carne di qualità in Italia. Tra allarmi Bse, Aviaria e diossina l’agricoltura italiana ha già contato perdite per oltre 5 miliardi di euro". La richiesta è quella dell’etichettatura: "E’ necessario – afferma Coldiretti – estendere immediatamente l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza anche per la carne di maiale al pari di quanto è stato già fatto per quella di pollo e per quella bovina dopo le emergenze aviaria e mucca pazza". Mentre, precisa la Coldiretti, "grazie all’obbligo di indicare la provenienza in etichetta è possibile per i consumatori riconoscere direttamente sugli scaffali la carne bovina proveniente dall’Irlanda".

Dai consumatori, già provati dagli allarmi precedenti, arriva la richiesta della totale garanzia dei prodotti. "A noi non interessa – ha dichiarato il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti – che l’importazione dei prodotti di carne suina dall’Irlanda sia marginale poiché bisogna assicurare sicurezza alimentare per tutti i cittadini, pochi o tanti che siano. Quindi bisogna implementare sia in ingresso che all’interno del nostro Paese verifiche e controlli su questo tipo di prodotto alimentare e dei suoi derivati e se presenti toglierli dalla vendita".

"Inoltre – prosegue Trefiletti – ancora una volta chiediamo con grande determinazione una messa in moto effettiva e concreta dell’Agenzia per la sicurezza alimentare italiana e che si decida con celerità all’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine delle materie prime nei prodotti alimentari".

Dall’Unione Nazionale Consumatori arriva l’invito a comprare salumi italiani e carni magre, in attesa che la situazione si chiarisca. "In attesa che sia fatta chiarezza sull’allarme diossina, il consumatore che vuole stare tranquillo dovrebbe comprare salumi italiani DOP e carni magre", afferma UNC, rilevando che i salumi DOP "sono garantiti da un disciplinare approvato dalla UE che prevede l’obbligo di impiegare soltanto suini italiani". Mentre sul versante delle carni fresche, "sono preferibili i tagli molto magri, dal momento che la diossina si accumula nei tessuti grassi e, comunque, nell’etichetta delle carni bovine figura obbligatoriamente il Paese di nascita e di ingrasso dell’animale".

La richiesta di estendere alla carne di suino l’indicazione obbligatoria dell’origine è rilanciata dal Movimento Difesa del Cittadino. "Perché attendere le emergenze alimentari per inserire norme che tutelino sempre di più il consumatore? – dichiara Silvia Biasotto, responsabile Dipartimento Sicurezza Alimentare dell’associazione – Così avvenne per la carne di bovino dopo lo scandalo mucca pazza nel 2002 o per la carne di pollo nel 2005 nel caso dell’influenza aviaria. Il Movimento Difesa del Cittadino – continua Biasotto – condivide l’impegno delle autorità preposte ai controlli nel settore della sicurezza alimentare. Ma non è mai abbastanza: è necessario intensificare l’attività soprattutto alle frontiere".

 

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