SALUTE. Suini alla diossina, l’Efsa ridimensiona l’allarme

L’Efsa risponde alla richiesta della Commissione europea di dare assistenza tecnica e scientifica alla scoperta di contaminazione di diossina nella carne suina irlandese e ridimensiona l’allarme: anche nello scenario peggiore, ma meno probabile, la protezione sarebbe ridotta ma questo non conduce necessariamente a effetti sanitari avversi.

In particolare, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha preso in considerazione due diversi scenari. Quello ritenuto più probabile è l’ipotesi di una persona che abbia mangiato una quantità media di carne suina irlandese ogni giorno nel periodo di 90 giorni dell’incidente, il 10% della quale contaminata al livello più elevato di diossina. In questo caso, la quantità di prodotti chimici come la diossina presenti nel corpo aumenterebbe di circa il 10% ma questo, rileva l’Efsa, non sarebbe fonte di preoccupazione per il singolo evento.

Nel secondo caso, quello estremo, si fa l’ipotesi di una persona che abbia mangiato una grande quantità di carne suina irlandese in tutto il periodo dei 90 giorni, con la totalità della carne contaminata dal livello più elevato di diossina. L’Efsa conclude che in questo caso i margini di sicurezza dell’immissione settimanale tollerata sarebbero considerevolmente erosi ma ritiene che "questo improbabile scenario ridurrebbe la protezione, ma non necessariamente condurrebbe a effetti avversi sulla salute".

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