SALUTE. TBC Multiresistente, Ministero assicura: “Nessun rischio epidemico”

In relazione alla notizia circolata in questi giorni tra gli organi di informazione sulla presenza in Italia di focolai di TBC resistenti anche ai farmaci antitubercolari, il Ministero della Salute rassicura con una comunicazione ufficiale i cittadini: "Non esiste un rischio epidemico per la popolazione generale". La TBC, nel nostro paese, dice il Ministero, colpisce prevalentemente persone ad alto rischio per immunodeficienza (come le persone affette da AIDS e i tossicodipendenti), mentre un terzo dei casi riguarda la popolazione immigrata.

Il Ministero non nega che si tratta di una pericolosa forma di tubercolosi presente anche nel nostro Paese, ma molto rara: gli otto casi sono stati infatti identificati tra il 2003 e il 2006, periodo in cui vi sono stati, in Italia, quasi 15mila nuovi casi di TBC. "La resistenza di alcuni ceppi di Tubercolosi Multiresistente ai farmaci – si legge nella nota – è tra l’altro nota da tempo, ma solo recentemente è emersa la resistenza, in tutto il mondo, anche ad alcuni dei farmaci più nuovi. L’emergenza della resistenza è tuttavia favorita dall’incompleta assunzione della terapia appropriata e in particolare da terapie discontinue".

Il Centro di Controllo delle Malattie del Ministero della Salute, ha attivato comunque un anno fa un programma speciale di sorveglianza, coordinato dall’Emilia Romagna e attivo in tutte le regioni, che include anche le indagini sulla resistenza ai farmaci. Esso è e permette di avere costantemente un quadro attendibile del problema, puntando anche all’adozione uniforme di pratiche di prevenzione e di tecniche appropriate di diagnosi e terapia in completo coordinamento con l’OMS.

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