SALUTE. Tbc al Gemelli, Consiglio di Stato: controlli a ritroso nel tempo

I test per verificare l’eventuale positività alla tbc nei bimbi nati al Policlinico Gemelli di Roma devono essere fatti sui nati nel 2011, ma se verranno scoperti ulteriori casi di positività, i controlli si estenderanno ai tre mesi precedenti l’ultimo caso scoperto, fino alla data in cui l’infermiera, poi risultata malata, è entrata in servizio nel reparto di neonatologia del Policlinico. È quanto deciso dal Consiglio di Stato che si è pronunciato nei giorni scorsi in relazione agli appelli contro l’ordinanza del Tar – per il quale il test per verificare la positività alla tbc andava fatta a tutti i bimbi nati nell’ospedale Gemelli durante il periodo di permanenza dell’infermiera – fatto da Regione Lazio e ospedale Gemelli. Il Consiglio di Stato ha dunque fissato dei limiti nei quali effettuare i controlli sulla tbc, precisando che in caso di positività, si andrà indietro nel tempo di tre mesi in tre mesi su base volontaria.

A fine settembre, intervenendo su una vicendache ha tenuto banco per tutta l’estate, scatenando allarme fra le famiglie di migliaia di bimbi, il Tar del Lazio aveva accolto la richiesta del Codacons di estendere i controlli sui bimbi nati presso il policlinico a tutto il periodo in cui l’infermiera malata ha prestato servizio a contatto con i neonati. Contro la decisione avevano fatto appello la regione Lazio e il Policlinico Gemelli. Ora, il Consiglio di Stato nei giorni scorsi ha sostenuto che "i test di controllo dovranno essere effettuati, su base volontaria, su tutti i bambini nati nei tre mesi antecedenti la data di nascita della bambina risultata certamente affetta da Tbc, e, nel caso fossero accertati ulteriori casi di positività, anche nei confronti dei nati nei tre mesi precedenti l’ultimo caso d’infezione eventualmente accertato, estendendo l’indagine, sempre nel rispetto dei criteri dettati dalle linee guida, al massimo fino alla data in cui l’infermiera colpita dall’infezione ha preso servizio nel reparto".

Per il Codacons, si tratta comunque di una conferma della necessità di effettuare controlli all’indietro nel tempo. L’associazione sottolinea che la Regione dovrà comunque convocare le famiglie dei bambini nati prima di marzo 2011 per informarle dell’opportunità di eseguire il test. E afferma che "il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Regione e del Gemelli solo nella parte in cui rendeva obbligatorio l’esecuzione automatica dei test a tutti i bambini nati nel 2010. Ha infatti precisato che va usato il metodo dei cerchi concentrici, che impone di andare a ritroso nel tempo – e fino alla data di assunzione dell’infermiera nel reparto – fino a quando nell’ultimo mese del periodo prescelto si riscontrino positività. Ha inoltre chiarito che sarà compito della Regione e del Gemelli chiamare tutte le famiglie dei bambini nati nel corso del 2010 per spiegare loro l’opportunità di eseguire il test".

Soddisfatto il presidente del Codacons Carlo Rienzi, per il quale la decisione del Consiglio di Stato "conferma non solo il principio di precauzione, che impone di effettuare test a ritroso fino a che non vi siano più casi di positività, ma soprattutto perché impone l’obbligo di contattare ed informare tutte le famiglie dei bambini nati nel 2010".

E oggi il Codacons ha notificato alla Regione Lazio una diffida urgente nella quale si elencano quattro casi di bimbi trovati positivi e nati fra settembre e dicembre 2010 "che impongono di estendere i test sulla tbc anche all’anno 2010", spiega l’associazione, per la quale "il periodo dei controlli deve essere esteso ai bimbi nati tra maggio e giugno 2010, e fino a tale data la Regione dovrà acquisire presso il Gemelli i nomi dei bimbi nati nel periodo e avvertire subito i genitori circa l’opportunità di sottoporre ai test i propri figli". In merito alla profilassi, l’associazione depositerà domani alla Procura della Repubblica di Roma le querele avanzate dai genitori di 42 bambini risultati positivi ai test sulla tbc e sottoposti a profilassi, per danni da effetti collaterali legati all’assunzione del farmaco antibiotico. Tra i principali disturbi accusati dai bimbi, vi sono alterazioni del sonno, nervosismo e inappetenza.

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