SALUTE. Tbc al Gemelli, Consumatori mobilitati

Tbc al Gemelli di Roma: l’inchiesta va avanti, la procura sarebbe pronta a indagare i vertici del Policlinico per epidemia colposa e omissione d’atti d’ufficio per i mancati controlli, e il bilancio dei neonati risultati positivi al test della tbc e dunque da sottoporre a profilassi è salito a 122, secondo quanto rende noto l’Unità di coordinamento della regione Lazio. Proprio nei controlli di ieri altri sette bimbi sono risultati positivi al test. L’Unità ricorda che "la positività al test non significa malattia ma esprime l’avvenuto contatto con il bacillo. Pertanto, anche sui nuovi sette neonati positivi sono stati già programmati ulteriori controlli e sarà proposta la profilassi prevista dal protocollo predisposto dall’Unità di coordinamento regionale. La profilassi, definita anche dalle linee guida internazionali, evita il rischio di sviluppare la malattia a seguito dell’avvenuto contatto con il micobatterio". I bambini che hanno iniziato il trattamento di profilassi al Gemelli, all’Ospedale Bambino Gesù o al San Camillo continueranno ad essere seguiti nelle stesse strutture, ha rassicurato l’Unità.

Ma le rassicurazioni non bastano certo a placare la preoccupazione dei genitori e la mobilitazione di quanti vogliono vederci chiaro. Confconsumatori è pronta a costituirsi parte civile. "Alla luce dei recenti eventi che hanno riguardato i piccoli nati al Policlinico Gemelli di Roma, Confconsumatori – afferma l’associazione – denuncia a viva voce la carenza di controlli che dovevano essere posti in essere dalle autorità competenti al fine di evitare prima il verificarsi della vicenda e l’aggravarsi poi della stessa, dovuto al protrarsi nel tempo delle omissioni operate nei dovuti controlli". Il presidente regionale di Confconsumatori Lazio Barbara D’Agostino ha sottolineato la necessità di accertamenti urgenti che possano fare chiarezza sulle eventuali responsabilità in merito ai controlli e ha annunciato che l’associazione sarà a disposizione di tutti coloro che volessero costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i responsabili dei reati che saranno accertati, fornendo assistenza e consulenza legale.

Per domani, invece, il Codacons – che ha chiesto di controllare 4.500 bambini – ha annunciato una conferenza stampa in cui si dirà "tutta la verità sullo scandalo sanitario più grave degli ultimi 20 anni". L’associazione ha invitato i genitori dei bambini che sono risultati positivi ai test o hanno rischiato di essere contagiati, insieme al Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, l’On. Giulia Bongiorno, l’On. Ignazio Marino e i componenti della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.

Seguendo la strategia di centellinare le notizie di cui è venuta in possesso, l’associazione ha annunciato nuovi sviluppi sul caso comunicando oggi che "un bambino, nato il 2 gennaio scorso, sarebbe risultato positivo ai test sulla tubercolosi". Per il Codacons, si tratta di una circostanza che "impone di ampliare i controlli, estendendo le analisi anche ai bimbi nati nel mese di dicembre 2010. Se la contagiosità, infatti, rientra nelle 48 ore, al 31 dicembre 2010 il reparto neonatale poteva risultare già contaminato".

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