SALUTE. Tbc al Gemelli, il Codacons chiede di controllare oltre 4500 bambini

Caso tbc al Gemelli: il Codacons chiede al giudice di estendere le verifiche sui bambini che hanno avuto contatto con il reparto di neonatologia dell’ospedale a quelli nati ad agosto e prima di gennaio 2011, per i due anni e mezzo di permanenza dell’infermiera nel reparto. È quanto si apprende alla fine dell’incontro in cui il Tar del Lazio ha chiesto alla Regione di depositare, entro quindici giorni, "tutti i verbali del tavolo di coordinamento e spiegare come mai e con quali atti sia stato limitato il periodo dei test da gennaio a luglio 2011, senza controllare il totale di bimbi nati nei due anni e mezzo in cui l’infermiera colpita da tbc ha lavorato nel reparto neonatale, totale che in base alle stime dell’associazione ammonterebbe a circa 4.500 bambini", afferma l’associazione, che è stata riconvocata insieme alla Regione il prossimo 28 settembre per la decisione finale.

Il Codacons, seguendo una strategia avviata nei giorni scorsi, continua a centellinare le informazioni di cui è entrata in possesso e afferma: "Un’altra clamorosa risultanza sul pasticcio della Tbc è emersa oggi davanti al Tar: la presidente Renata Polverini, nel decreto del 27 agosto scorso n. U0078, impugnato dal Codacons, riconosce, contrariamente a tutte le dichiarazioni rilasciate alla stampa, che siamo in presenza di una "epidemia’ e ordina una "indagine epidemiologica’ a una commissione formata almeno "da sei componenti particolarmente qualificati ESTERNI ALL’AMMINISTRAZIONE REGIONALE’. Peccato che i nominati non siano affatto esterni al SSN".

"A questo punto – afferma il presidente Carlo Rienzi – abbiamo chiesto al Tar di ordinare alla Regione di bloccare la Commissione e nominare al suo posto l’Istituto Superiore di Sanità, organo che per legge è deputato a questi compiti".

L’associazione annuncia inoltre che, dall’incontro avuto ieri con 50 genitori coinvolti nei controlli dei loro figli, è emerso che "è stato trovato positivo ai test anche un bimbo nato il 27 luglio scorso, quindi due giorni dopo l’allontanamento dell’infermiera, il che dimostrerebbe che l’infezione sarebbe perdurata nei locali del Policlinico fino a che questi non sono stati chiusi". L’associazione consiglia dunque di sottoporre al test tutti i bambini nati dopo il 25 luglio. E annuncia che rilascerà ulteriori informazioni in una conferenza stampa convocata il prossimo 7 settembre.

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