SALUTE. Testamento biologico, Cittadinanzattiva: approvare al più presto la legge

Occorre una legge per il testamento biologico. Dopo la triste vicenda di Giovanni Nuvoli, affetto da una patologia incurabile e lasciatosi morire per inedia dopo aver chiesto inutilmente di porre termine alle proprie sofferenze, Cittadinanzattiva chiede ora di passare ai fatti.

E’ giunto il momento di approvare la normativa sull’autoderminazione del paziente. "Sono circa dieci – dichiara Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato – i disegni di legge sul testamento biologico depositati in Parlamento e va avanti da ormai un anno il dibattito in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Crediamo sia giunto il momento di passare ai fatti e approvare un disegno di legge sul testamento biologico che dia forza e riconoscimento al principio dell’autodeterminazione del paziente. Un principio che nulla ha a che fare con questioni ideologiche, ma rappresenta un atto dovuto di umanità e civiltà, un modo concreto per tutelare il diritto di ciascuno di noi alla dignità della vita e della fine della vita, al rifiuto o meno di terapie sproporzionate e al riconoscimento della propria volontà. Chiediamo ancora che il disegno di legge in questione sostenga il consenso informato, diventato pratica diffusa ma ancora privo di un riferimento legislativo, e dia diritto al paziente di revocare, anche parzialmente, il proprio consenso al trattamento sanitario".

"L’approvazione del testamento biologico – conclude l’associazione – mette un argine ai residui di paternalismo medico e chiarisce che l’ultima parola in medicina spetta al paziente, non solo quando questi può esprimersi liberamente ma anche quando non ha più la forza di farlo a causa della malattia".

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