SALUTE. Ticket sanitari, Regioni: meglio una tassa sul fumo. Protestano i tabaccai

Le Regioni ne sono convinte: meglio una nuova accisa sui tabacchi che i ticket sulla sanità. Confermano la richiesta al Governo di trovare una copertura economica ai ticket – 10 euro per visite specialistiche e diagnostica, 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso – attraverso un’accisa sul fumo. Ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Erraini: "Più volte abbiamo parlato di una copertura attraverso una tassazione del fumo. Ci sembra una copertura giusta che premia comportamenti che dal punto di vista della prevenzione hanno un senso limitando ed eliminando il fumo".

Le Regioni, ha spiegato Errani, "hanno posto le due questioni fondamentali: il ticket è iniquo e non risolve i problemi del Servizio sanitario nazionale. Il Governo sembra aver capito che le cose stanno così. Noi proponiamo una copertura attraverso le accise sui tabacchi di qualche decina di centesimi" che corrisponde anche alla "necessità di tenere ferma la manovra". Della proposta si sta dunque discutendo con il Governo (una nuova riunione della Conferenza delle Regioni è prevista per oggi). Il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha infatti sottolineato che "con le regioni abbiamo avviato un confronto ascoltando le loro posizione, finora abbiamo riscontrato delle difficoltà sull’applicazione dei ticket, ma in ogni caso riscontro una comune volontà di raggiungere un risultato”.

In ballo ci sono circa 380 milioni di euro per quest’anno e 834 milioni di euro per il 2012. La proposta di tassare il fumo è accolta con le proteste dalla Federazione italiana tabaccai, che paventa aumenti consistenti dei prezzi e il ricorso al mercato illegale. Ha detto infatti la Federazione dichiarandosi pronta a "dare battaglia": "La proposta di sostituire i ticket sanitari con una tassa sul tabacco avanzata nei giorni scorsi sembra stia trovando proseliti tra le Istituzioni. Un aumento spropositato della fiscalità sul tabacco che si tradurrebbe in un aumento del prezzo al pubblico del tabacco pari a 2 euro a pacchetto, centesimo più, centesimo meno, sarebbe non solo la disfatta assoluta per la nostra categoria ma anche un gravissimo danno alle casse dell’erario. Altro che sovvenzionare il sistema sanitario nazionale, il calo del gettito da tabacchi sarebbe infatti tale che i ticket sanitari potrebbero addirittura dover aumentare".

Per i tabaccai, inoltre, "chi propone simili misure per far cassa e ridurre al contempo il numero dei fumatori non sa, o finge di non sapere, che nei Paesi dove si è scelta la via dell’aumento sconsiderato dei prezzi dei tabacchi lavorati, l’unico risultato ottenuto è stato l’aumento del contrabbando a livelli pari ad oltre il 30% del mercato illegale, a fumatori invariati. Si guardi senza andare troppo lontano alla Francia il cui Governo dopo politiche analoghe è stato costretto a sovvenzionare i tabaccai ridotti alla fame non certo perché improvvisamente i francesi hanno smesso di fumare, ma perché hanno scelto di acquistare le sigarette oltre confine o per internet".

A questi timori ha cercato di mettere un freno lo stesso Errani rifiutando l’ipotesi di un aumento di 2 euro a pacchetto di sigarette: in caso di tassa sul fumo al posto dei ticket, ha detto, il rincaro di 2 euro "mi sembra che sia una proposta che va ben al di la dell’esigenze di coperta del ticket sanitario. Dunque, non di questo si tratta".

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