SALUTE. Tisane al finocchio, no ai neonati

Tisane al finocchio nel mirino dell’INRAN. L’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione, infatti, ha condotto uno studio sull’estragolo, sostanza naturale presente nei semi di finocchio e, di conseguenza, nelle tisane a base di questo ingrediente, molto utilizzate non solo come digestivo per grandi e piccoli, ma soprattutto come rimedio naturale per le coliche dei neonati e per favorire la produzione del latte nelle mamme durante l’allattamento. Lo studio ha permesso per la prima volta di ottenere stime dell’esposizione all’estragolo (considerata sostanza cancerogena nel 2001) associata al consumo di tisane al finocchio. Il risultato ha evidenziato che "l’esposizione a questa sostanza è troppo elevata perché il consumo di tisane possa essere considerato sicuro, per lo meno nel caso dei neonati", come spiega Antonio Raffo, ricercatore INRAN e autore della ricerca. Il risultato cui è giunto lo studio sembra confermare le recenti indicazioni in materia dell’EMEA, l’Agenzia europea che si occupa della valutazione scientifica dei farmaci, secondo le quali, il consumo di tisane al finocchio non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 4 anni, a meno di una specifica indicazione del pediatra, così come non è raccomandato nel caso di donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Infine, Catherine Leclercq, responsabile scientifico per l’INRAN del progetto Facet, ricorda che "Da anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove l’allattamento esclusivo al seno fino a 6 mesi e quindi consiglia di non somministrare né acqua né tisane ai neonati. Il rischio legato all’estragolo presente nelle tisane di finocchio è un motivo in più per attenersi a queste indicazioni. Per quanto riguarda le altre categorie di popolazione particolarmente vulnerabili (bambini sotto i 4 anni e donne in gravidanza e che allattano), occorre aumentare la consapevolezza di tutti circa la tossicità dell’estragolo".

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