SALUTE. Toscana, è guerra al doping sportivo

Lo sport come strumento di educazione ai valori dell’amicizia e della lealtà. Nell’era degli sponsor e dell’arricchimento facile sembra un concetto ormai superato. Per recuperare il vero senso delle attività fisico-motorie, la regione Toscana ha deciso di lanciare ufficialmente la lotta al doping. Se ne è parlato ieri al Museo del Calcio di Coverciano, davanti a ragazzi delle scuole medie e superiori della provincia di Firenze. Fra le opere di intervento realizzate finora dall’amministrazione, vi sono i patti territoriali contro l’uso di farmaci, campagne di comunicazione e maggiori controlli ad ogni di livello di pratica, anche presso i settori giovanili e amatoriali.

Il fenomeno delle sostanze proibite non riguarda solo i professionisti, ma si diffonde sempre più anche tra gli sportivi dilettanti. "Ormai – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali e allo sport Gianni Slavatori – non possiamo soltanto limitarci a dire che doparsi fa male ma cercare di indurre i giovani ad assumere stili di vita corretti, a crescere positivamente insieme agli altri, ad accettare la sconfitta. Invito tutti i ragazzi a porsi obiettivi ambiziosi nella loro vita, a puntare in alto, ma senza l’obbligo di arrivare primi! a tutti i costi. Allarghiamo a tutta la regione i patti territoriali che abbiamo già avviato a Sesto Fiorentino, nel circondario Empolese-Valdelsa e nel Mugello".

La Regione ha finora siglato tre patti territoriali per combattere il doping: il primo (firmato nel novembre 2004) è relativo al comprensorio di Sesto Fiorentino, il secondo (gennaio 2007) riguarda il territorio empolese-valdelsa ed il terzo (nel maggio 2007) quello mugellano. Molti i soggetti coinvolti: oltre alla Regione, aziende sanitarie, associazioni sportive, Coni e istituzioni locali. Fra le misure previste dalle intese emerge la previsione di sanzioni alle società sportive, qualora si accerti la positività degli atleti tesserati. Nel caso si tratti di minorenni, è poi stabilita una pena raddoppiata e, se si dimostra la partecipazione attiva della società nella somministrazione dei farmaci vietati, si può giungere alla perdita (da uno a tre anni) di finanziamenti e dell’uso di impianti. Ulteriore punto di forza della guerra toscana al doping è l’accreditamento ministeriale del Laboratorio antidoping (Lad) della Toscana, avvenuto lo scorso 1° ottobre. Il Lad, istituito presso il Laboratorio di Sanità Pubblica (LSP) dell’Azienda Sanitaria di Firenze e operativo dal 2004, avrà ora il compito di accedere ai controlli, in gara e fuori gara, organizzati dalla Commissione nazionale di vigilanza sul doping, e di partecipare alle campagne di prevenzione promosse e finanziate dal Ministero alla Salute.

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