SALUTE. Toscana, quando attività fisica vuol dire prevenzione

Obesità, patologie cardiovascolari, diabete sono fenomeni in crescente aumento fra la popolazione mondiale. Quali misure adottare per porre un freno a questa tendenza? Fra i principali strumenti consigliati dagli esperti l’adozione di stili di vita adeguati, come un’alimentazione equilibrata ed il movimento fisico. Per evidenziare il nesso fra sedentarietà e malattie del "benessere", la Regione Toscana ha dato il via al progetto "I passi della salute". Si tratta di un piano triennale ideato per promuovere sul territorio, tramite attività di ricerca ed intervento, azioni mirate alla prevenzione. Obiettivo finale: studiare gli effetti benefici di sport e passeggiate sull’organismo umano, con il monitoraggio (nell’arco di un quinquennio) dello stato di salute di 1200 soggetti sani fra i 50 ed i 70 anni. L’esperimento è realizzato in collaborazione con Uisp Toscana, Università di Firenze e Università di Pisa.

Quanto incide un moderata ma continuativa attività motoria sul buon funzionamento del nostro organismo? Con il progetto, la Regione ha deciso di puntare sulla prevenzione, valutando i concreti vantaggi derivanti da comportamenti corretti sia per i cittadini che per le finanze della sanità pubblica locale. "Preparando i materiali di base del Piano sanitario regionale 2008-2010 – afferma l’assessore regionale per il diritto alla salute Enrico Rossi – abbiamo messo a fuoco alcuni dati. Sappiamo, ad esempio, che la popolazione toscana continua ad invecchiare: l’indice di vecchiaia ha ormai raggiunto valori tra i più elevati al mondo. Negli ultimi anni, per ogni 100 giovani di età inferiore ai 15 anni vivono in Toscana circa 192 ultrasessantacinquenni. Il trend è destinato ad accentuarsi. Infatti ogni bambino che nasce oggi, in Toscana, ha una speranza di vita che supera i 78 anni, una bambina oltre gli 84. Negli ultimi tre anni abbiamo aumentato di oltre tre anni la vita media attesa: quasi un fine settimana per ogni settimana vissuta. Sono risultati importanti, da attribuire, almeno in parte, alla qualità e alla efficienza del nostro servizio sanitario. Ma è indubbio che molte delle opportunità di cui ciascuno di noi godrà dipendono anche in gran parte dai noi stessi e dalla nostra capacità di adottare e mantenere stili di vita adeguati. Le ricerche che vanno in questo senso, tese a mettere in relazione salute e stili di vita, ci aiutano quindi a sviluppare quella medicina fondata sulla prevenzione e sull’iniziativa che sarà alla base delle strategie del nostro Piano sanitario".

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