SALUTE. Traffico organi minori, la polemica sulla dichiarazione di Maroni

Ha scatenato non poche polemiche la dichiarazione del ministro Maroni secondo cui nel nostro Paese "ci sono ”evidenze" che vi sia un traffico di organi che vede coinvolti ”minori extracomunitari presenti o rintracciati in Italia”. L’allarme che il ministro lancia durante l’assemblea annuale dell’Unicef si rifà non a inchieste o condanne della magistratura ma, appunto, a ”evidenze” ovvero all’analisi incrociata dei dati sui minori extracomunitari scomparsi dopo esser arrivati a Lampedusa e le segnalazioni relative al traffico d’organi inviate dai paesi d’origine alla polizia italiana tramite Interpol.

”Solo nel 2008 – dice il Ministro – di 1.302 minori arrivati sull’isola, circa 400 sono spariti. Di loro non abbiamo piu’ notizie”. Ragazzi che – aggiunge – solo la banca dati del Dna, che con l’approvazione del trattato di Prum da parte del Parlamento vedra’ la luce, potranno essere protetti meglio. La traccia del traffico di organi che riguarderebbe il nostro paese, insomma, e’ rintracciabile ”negli esposti provenienti da diversi paesi del mondo che negli anni – prosegue Maroni – e anche nel 2008, sono stati segnalati alla polizia italiana, che ha iniziato un’attivita’ di indagine”. Paesi come Brasile, Sri Lanka, Congo, Thailandia ma anche altri se e’ vero che, come afferma l’ex presidente della commissione d’Infanzia Burani Procaccini, sono almeno 60mila i bambini vittime del traffico.

Dicevamo che la presa di posizione del Ministro ha scatenato un dibattito: la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale (Ssn), presieduta dal senatore Ignazio Marino (Pd), ha convocato "d’urgenza" il ministro dell’Interno Roberto Maroni in merito alle sue affermazioni a proposito del traffico di organi illegale da minori in Italia mentre il Sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio sottolinea l’assoluta impermeabilità della rete trapianti italiana, che è pubblica, ( ed è bene che lo resti) all’ingresso di organi di provenienza sconosciuta .
In particolare il Sottosegretario precisa che:

  • la rete trapiantologica italiana è a conoscenza della sede di prelievo e di trapianto di ogni organo;
  • vengono trapiantati solo pazienti inseriti in lista di attesa;
  • tutti i dati sono informatizzati e riportati nel Sistema Informativo Trapianti – SIT gestito dal Centro Nazionale Trapianti e dal Ministero del Lavoro , della Salute e delle Politiche Sociali che consente in qualsiasi momento di tracciare in modo preciso tutti gli organi e tutti pazienti trapiantati;
  • non è possibile che vengano inseriti nel sistema organi o pazienti di provenienza non accertata;
  • Gli standard di sicurezza e tracciabilità utilizzati sono in linea con la Direttiva europea sulla sicurezza e la qualità dei trapianti di organo recentemente presentata a Bruxelles dalla Commissione Europea.

Nonostante ciò anche il Sottosegretario si lascia andare ad una dichiarazione che sembra sostenere quella del Ministro Maroni ovvero che. "l’assenza di traffici all’interno della rete nazionale non può tuttavia escludere che trapianti "clandestini" possano essere effettuati altrove".

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