SALUTE. Trapianti, il Lazio in posizione intermedia nella classifica nazionale

In Italia nel 2007 sono stati effettuati 3000 trapianti. Altrettante vite umane sono state così salvate grazie a un complesso procedimento che coinvolge l’efficienza dell’organizzazione ospedaliera, la specifica attenzione alla filiera prelievo-trapianto e il diffondersi di una cultura sociale della donazione. A rilevarlo è lo studio svolto dalla Fondazione Censis su incarico dell’Agenzia Regionale del Lazio per i trapianti e le patologie connesse ed in collaborazione con il Centro Regionale Trapianti. Lo studio ha confrontato, per mezzo di una serie di indicatori, le performance delle singole strutture ospedaliere incluse nella rete di monitoraggio della terapia intensiva.
Dalla ricerca emerge che il Lazio ha migliorato le sue performance grazie al potenziamento delle strutture che negli ospedali si occupano di tale funzione. A partire dalla metà del 2006, grazie all’istituzione degli Uffici di coordinamento, che hanno potenziato le attività di procurement fino ad allora delegate al solo Coordinatore locale, gli ospedali della regione hanno fatto registrare un aumento significativo delle donazioni, riducendo le distanze dalle regioni più virtuose del Paese.

Tra il 2003 e il 2006 le segnalazioni di potenziali donatori in Italia sono aumentate del 10,4%, mentre i donatori effettivi del 16,2% e gli organi utilizzati del 20,2%. Il Lazio, con 18,2 donatori per milione di residenti, si piazza in posizione intermedia rispettoalla graduatoria delle regioni italiane, che nel 2006 vede ai vertici la Toscana (42,3 PMP), il Veneto (30,0) e l’Emilia Romagna (29,6).
Le differenze di performance tra i grandi ospedali con almeno 600 posti letto del Lazio e quelli delle regioni che attualmente rappresentano le best-practice sono poco marcate. L’indicatore che descrive la quota di accertamenti di morte encefalica e, quindi, di segnalazioni di potenziali donatori, sul totale dei decessi avvenuti in terapia intensiva nel 2006 mostra infatti come il Lazio, con la media del 16,7%, rimanga poco al di sotto di Toscana (17,8%) ed Emilia Romagna (19,0%).

La ricognizione effettuata presso i 22 Coordinatori locali del Lazio ha rilevato un significativo miglioramento della donazione delle cornee alla quale contribuiscono in modo disomogeneo grandi ospedali e strutture di medie o addirittura piccole dimensioni. Ciò dimostra lo sviluppo di una cultura della donazione anche nei presidi più piccoli e nelle diverse zone del territorio regionale. Al 31 ottobre del 2007 si conta il reperimento di 492 donatori di cornee a cui hanno dato un significativo contributo anche ospedali non romani come quelli di Latina, Rieti e Frascati.

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