SALUTE. Tumori femminili: si diffonde la prevenzione. Indagine Istat

Cresce la prevenzione fra le donne contro i tumori al seno e al collo dell’utero ma non per le donne più giovani che si sottopongono ancora poco al pap test. E il controllo fra le donne del sud resta ancora sotto la media. E’ un‘indagine dell’Istat a registrate negli ultimi 10 anni una crescente attenzione da parte delle donne italiane, grazie alla quale si è ridotta la mortalità negli ultimi anni.

Sono 11 milioni 600 mila le donne che nel 2004-2005 hanno fatto ricorso almeno una volta nel corso della vita ad un pap test in assenza di disturbi o sintomi (pari al 70,9% della popolazione femminile della stessa età). Per quanto riguarda lo screening mammografico, invece, le donne di 50-69 anni che si sono sottoposte per prevenzione a questo accertamento almeno una volta nella vita sono 5 milioni 143 mila (pari al 71,0% della popolazione femminile della stessa fascia di età).

In Italia il tumore della mammella costituisce tra le donne il tipo di tumore più diffusa ed è una delle principali cause di morte. L’incidenza di questo tipo di tumore e la mortalità per questa causa sono più basse rispetto alla media europea, anche se si attestano su livelli leggermente più alti rispetto ad altri paesi della fascia mediterranea, come Spagna e Grecia. Nel caso del carcinoma del collo dell’utero invece, l’Italia si colloca in graduatoria in una posizione simile a quella di questi paesi.

Considerando soltanto le donne di 50-64 anni che, secondo le raccomandazioni, dovrebbero effettuare periodicamente entrambi i controlli, la maggior parte (66%) ha fatto sia il pap test che la mammografia, l’11,8% solo il pap test, il 6,6% solo la mammografia e il restante 15,6% non ha eseguito nessuno dei due controlli.

 

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