SALUTE. Un bambino su dieci sarà obeso nel 2010. L’allarme lanciato dall’OMS

Un bambino su dieci sarà obeso entro il 2010 in Europa. L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) alla Conferenza Ministeriale Europea che si è aperta a Istanbul in Turchia su una emergenza che causa malattie, disagio sociale e riduce la qualità e la durata della vita, che interessano nel mondo un miliardo di persone, un numero superiore agli 800 milioni che soffrono di denutrizione.

Il sottosegretario del Ministero della Salute Gian Paolo Patta, intervenendo sulla "Carta Europea sulla lotta contro l’obesità", ha sottolineato che la stessa rappresenta un ottimo quadro strategico che lascia a ciascun Paese l’opzione sugli interventi da adottare sulla base delle proprie realtà, esigenze ed abitudini alimentari. In questo contesto Patta ha sottolineato la necessità di un rilancio della dieta mediterranea tradizionale concertata anche con gli altri Paesi del bacino. Inoltre è stata sottolineata la necessità di una riflessione ulteriore su l’utilizzo del fisco in funzione delle scelte nutrizionali.

Un altro aspetto sul quale si è soffermato il Sottosegretario è stato quello relativo all’equilibrio tra un ‘alimentazione sana e livelli adeguati di attività fisica e quello tra le responsabilità individuali nei confronti della salute e responsabilità dei governanti, a livello centrale, regionale e locale, nel creare e promuovere ambienti e contesti favorevoli a scelte salutari.

A nome del Governo italiano, Patta infine ha assunto l’impegno di definire sulla base della "Carta Europea sull’obesità"un piano d’azione adattato al contesto nazionale con la creazione di tavoli tecnici intersettoriali con il coinvolgimento del settore privato e delle Associazioni dei consumatori.

Nelle Regioni europee oggi – aggiunge Coldiretti – sono sovrappeso la metà degli adulti e il 20 per cento dei bambini, un terzo dei quali sono già obesi e il loro numero sta crescendo secondo i dati emersi dalla Conferenza. L’aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l’infarto e certi tipi di cancro e secondo la consultazione effettuata dall’Unione Europea risulta che le malattie collegate direttamente all’obesità sono responsabili di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell’UE.

La principale causa individuata dagli esperti nel minor esercizio fisico e nel consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero ha portato per la prima volta – sottolineano i coltivatori – un paese nell’Unione Europea come la Lettonia a prendere la decisione di proibire la vendita nelle scuole del cosiddetto junk food (cibo spazzatura), come bibite zuccherate, patatine, caramelle e cibi contenenti coloranti ed aromatizzanti. La preoccupazione che si sta diffondendo in Europa coinvolge direttamente anche l’Italia dove – sottolinea la nota – la radicata cultura alimentare fondata sulla dieta mediterranea non ha "salvato" i giovani, come confermano i dati preoccupanti sull’aumento dei casi di obesità o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, che riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni, il valore più alto tra i Paesi Europei secondo una indagine Merrill Lynch.

Per questo – sostiene l’associazione – occorre intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu anche delle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole delle giovani generazioni. Un obiettivo che – continua la nota – può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al "cibo spazzatura".

Ma serve anche più formazione, un impegno che Coldiretti sta realizzando con il progetto "Educazione alla Campagna Amica" che coinvolgerà oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che parteciperanno ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L’obiettivo – conclude la nota- è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’ agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

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