SALUTE. Una donna su 3 è scontenta del proprio fisico. Martini: “Norme per la chirurgia estetica”

"Negli ultimi 10 anni vi è stata una proliferazione di interventi di chirurgia estetica e in particolare di protesi mammarie. E’ necessario dare una regolamentazione ad un settore che è un vero e proprio Far West". Lo ha dichiarato il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini che è intervenuta oggi alla conferenza stampa di presentazione del sondaggio della SWG "Medicina estetica: i perché e i rischi visti dalle donne italiane".

Dal sondaggio è emerso che una donna su tre ammette di essere scontenta del proprio aspetto fisico, il 36% delle minorenni non si piace e di queste il 17% non è soddisfatta del proprio seno. In generale il 49% delle intervistate ha ammesso che un seno prosperoso aumenta l’autostima migliorando la percezione di sé. Il 60% delle donne ha dichiarato di non avere sufficienti conoscenze sugli impianti di protesi mammarie e l’87% delle intervistate è favorevole ad una normativa che vieti tali interventi per le minorenni.

Il Sottosegretario Martini ha sottolineato che "per quanto riguarda gli interventi di chirurgia estetica, sempre più spesso le adolescenti, più fragili e sensibili ai messaggi dei media, chiedono un seno nuovo. Ma considerati i rischi per la salute di interventi eseguiti quando la ghiandola mammaria non è ancora formata, stiamo pensando di escludere i ritocchi sulle minori non motivati da problemi medici".

"Voglio chiarire che non sono contraria alla chirurgia estetica – ha precisato Martini – ma vorrei fornire a chi vuole sottoporsi a questo tipo di interventi garanzie e sicurezza. A tal proposito ho riunito ieri al Ministero un tavolo tecnico-scientifico di cui fanno parte specialisti e società scientifiche, per arrivare a linee guida chiare nel settore e alla realizzazione entro febbraio di un Registro nazionale delle protesi al seno, che ne garantisca la tracciabilità.

Il Registro, sarà collegato con una banca dati nazionale dove dovranno essere registrati il numero degli interventi effettuati, i materiali usati per le protesi, le strutture dove vengono effettuati gli interventi e gli esiti degli stessi. Tutto ciò per avere un quadro epidemiologico preciso, nella tutela della privacy delle pazienti."

 

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