SALUTE. Vaccinarsi contro l’influenza. Le raccomandazioni del Ministero

Per ridurre la trasmissione del virus influenzale bisogna lavarsi le mani e coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o tossisce; certo però il modo più sicuro per evitare l’influenza di stagione resta sempre il vaccino, che in media ha un’efficacia nell’80% dei casi. Gli unici individui a cui non può essere somministrato il vaccino antinfluenzale sono i lattanti al di sotto dei sei mesi poiché non ci sono ancora studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età, e i soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei suoi componenti.

E’ quanto si raccomanda nella Circolare predisposta dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e presentata ieri dal Sottosegretario di Stato con delega alla Salute, Prof. Ferruccio Fazio, nell’ambito del Consiglio dei Ministri della Salute dell’Ue svoltosi ieri ad Angers, in Francia. Il fulcro dell’incontro ha riguardato le problematiche connesse ai rischi legati alle nuove pandemie, in particolare per quelli connessi alla possibile Pandemia Influenzale.

Fazio ha segnalato l’impegno dell’Italia nella lotta a tali rischi, sottolineando l’apertura ad azioni collaborative come la condivisione di campioni biologici per la diagnosi e terapia dell’influenza. E’ previsto l’aggiornamento del Piano Nazionale Intersettoriale per le emergenze pandemiche; quello dell’attuale Piano Nazionale per le Pandemie influenzali per incrementare e migliorare in particolare l’attività di formazione degli operatori del settore e quello del Piano Nazionale di Comunicazione. L’Italia si propone, inoltre, di coordinare azioni bilaterali con le Autorità Europee e gli Stati Uniti, nel settore della ricerca e della difesa del Consumatore per prodotti pericolosi.

Il Sottosegretario di Stato ha posto l’attenzione sulla necessità di un maggior coordinamento dell’azione a livello Comunitario, che dovrebbe portare alla standardizzazione e al coordinamento dei Piani sanitari, inclusa la creazione di un pool di risorse comuni e lo scambio di campioni di virus per migliorare le capacità di diagnosi e terapia. Il prof Fazio ha inoltre concordato sull’importanza di un Coordinamento dei Piani di Comunicazione e sullo sviluppo di un Piano di Comunicazione Europeo, sul potenziamento della ricerca nell’ambito dell’VIII Programma Quadro attraverso la creazione di un apposita task force che lavori in particolare al vaccino antinfluenzale, alla standardizzazione dei metodi diagnostici, a farmaci antivirali di nuova generazione.

Tornando alla Circolare con le raccomandazioni sulla prevenzione e il controllo dell’influenza per la stagione 2008 – 2009, Fazio ha ricordato che per alcuni gruppi di popolazione l’offerta attiva e gratuita di vaccinazione è prioritaria da parte dei servizi territoriali di prevenzione, direttamente o attraverso servizi collegati (medici di famiglia, ospedali, datori di lavoro). I gruppi in questione sono: i soggetti di età pari o superiore a 65 anni; i bambini di età superiore ai 6 mesi; ragazzi e adulti affetti da una serie di patologie; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale. Ma anche le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; gli individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; i medici e il personale sanitario di assistenza; i familiari di soggetti ad alto rischio.

La vaccinazione sarà offerta gratuitamente alle forze di polizia e ai vigili del fuoco, considerato il ruolo essenziale svolto nell’ambito della sicurezza ed emergenza. Per le altre categorie socialmente utili è facoltà delle Regioni definire i principi e le modalità dell’offerta. E’ pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività. Per quanto riguarda la tipologia dei vaccini si ricorda che quelli disponibili in Italia sono tutti equivalenti e che è importante conservarli in frigo (non in freezer) ad una temperatura compresa tra i 2° e gli 8° gradi.

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