SALUTE. Virus Chikungunya, Ecdc e Oms: “Positive le azioni di controllo e prevenzione”

Dopo i casi di contagio verificatisi quest’estate in Emilia Romagna, qual è la situazione sanitaria sull’infezione da virus Chikungunya? Per acquisire informazioni sugli interventi messi in campo dalla Regione, si è recata sul luogo una delegazione di rappresentanti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dell’Organizzazione mondiale sanità (Oms). Positivo è stato il parere espresso sulle strategie di controllo e prevenzione adottate dal Servizio sanitario regionale, che hanno circoscritto il fenomeno grazie ad una massiccia lotta alla zanzara tigre, veicolo dell’infezione. I risultati della ricognizione sono stati illustrati ieri a Bologna. Dopo il picco di infezioni di metà agosto, si registra una rilevante riduzione delle segnalazioni: il 14 settembre risultavano 101 analisi positive, 33 negative, e 133 in attesa di esito.

Gli episodi epidemici manifestatisi sul territorio romagnolo dimostranoi pericoli di trasmissione di malattie legati alla zanzara tigre. Un dato che, per sua stessa natura, va considerato in chiave globale. Da qui la missione delle due organizzazion sanitarie, che hanno apprezzato le azioni preventive condotte dalla Regione. "Anzitutto – ha affermato Denis Coulombier, responsabile dell’Area preparazione e gestione dell´emergenza, Ecdc – dobbiamo dare atto ai servizi sanitari della regione di averci fornito tutti gli strumenti necessari per questa nostra indagine". "I casi d’infezione – ha proseguito Coulombier – sono stati correttamente individuati, ed è stato fatto tutto per evitare la trasmissione del virus. Ma ciò che qui abbiamo imparato è che questi focolai possono manifestarsi in qualsiasi stato dell´Unione europea, noi dobbiamo quindi imparare a convivere con questo rischio".

Già da tempo era stato attivato lo stato d’allerta da parte degli organismisanitari europei: da 20 mesi infatti era stato previsto il concreto rischio di un focolaio nei Paesi meridionali del continente. "Un rischio – ha aggiunto Roberta Andraghetti dell’area Malattie trasmissibili Oms Europa – che non è limitato solo alla trasmissione di Chikungunya, poiché la zanzara tigre può essere vettore anche di altre e maggiormente pericolose infezioni. Ma il fatto che si sia verificato in Emilia-Romagna un episodio di Chikungunya, non significa tuttavia che esista un rischio aumentato anche per altre malattie". "Da parte nostra – ha affermato l´assessore regionale Bissoni – continueremo a mantenere alta l’allerta perché i casi sporadici restino tali, impegnandoci in particolare nella lotta alla zanzara tigre, profittando anche della stagione invernale, cercando il massimo coinvolgimento di tutti i cittadini di questa regione per mettere in pratica nel miglior modo possibile le linee guida da noi stabilite insieme agli Enti locali. Oltre a ciò, continueremo nel programma dei piani di disinfestazione organizzando e controllando i servizi esterni ad essa deputati. In ogni caso la Regione esce da questa indagine rafforzata nei suoi obiettivi e nelle sue strategie"

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