SANITA’. A Roma l’Istituto nazionale per la salute delle popolazioni migranti

Assistenza, ricerca e formazione per promuovere la salute delle popolazioni migranti e contrastare le malattie della povertà: sono gli obiettivi principali dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto della malattie della povertà, inaugurato nei giorni scorsi presso l’Ospedale San Gallicano di Roma alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napoletano. L’Istituto, ha detto il Presidente, "arricchisce di uno strumento importante la politica nazionale e internazionale dell’Italia, la nostra politica di immigrazione, di integrazione, di tutela dei diritti e della dignità degli immigrati, e la nostra politica attiva di partecipazione alla lotta contro la povertà nel mondo”.

L’Istituto "è il tassello prezioso di una politica sanitaria pubblica a favore dei più deboli e dei più vulnerabili. Un impegno che abbiamo voluto assumere in modo molto concreto prefissandoci obiettivi precisi su tre fronti di intervento: l’assistenza, la ricerca e la formazione": queste le parole del ministro della Salute Livia Turco, che ha sottolineato inoltre come questa esperienza voglia rappresentare "un esempio ed un modello per altri paesi europei". "Con questa iniziativa – ha detto il Ministro – il Servizio Sanitario Nazionale si arricchisce di una struttura che ha come sua missione quella di andare incontro ai cittadini che hanno bisogno di cure, a quei cittadini che vivono il disagio ma non lo sanno esprimere, a quei cittadini che non sanno a chi rivolgersi, che non hanno conoscenze, capacità, strumenti per accedere autonomamente al Servizio Sanitario nazionale, che è e rimane il Servizio per tutti".

Secondo il Ministro, il nuovo Istituto rappresenta un ”pezzo importante del servizio sanitario pubblico, che riesce ad essere tale, ha detto, proprio perché va incontro a chi è più emarginato attivando delle politiche specifiche. L’INMP parte dalla realtà dell’ospedale San Gallicano di Roma che è luogo storico per la lotta alla povertà ed è stato esteso subito, con sedi specifiche, in Puglia e Sicilia, perché sono regioni di maggior flusso di migranti, ma l’esperienza sarà estesa in tutte le regioni”.

Sono tre i fronti di intervento del nuovo Istituto: l’assistenza, la ricerca e la formazione. Quali dunque gli obiettivi complessivi? Svolgere attività di ricerca per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà; elaborare e attuare, direttamente o in rapporto con altri Enti, programmi di formazione professionale, di educazione e comunicazione sanitaria; supportare, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con altre Organizzazioni internazionali, l’organizzazione del trattamento delle malattie della povertà nei Paesi in via di sviluppo; elaborare piani di ricerca clinica e modelli, anche sperimentali, di gestione dei servizi sanitari specificamente orientati alle problematiche assistenziali emergenti nell’ambito delle malattie della povertà; istituire una rete delle Organizzazioni italiane, europee e internazionali, pubbliche, del privato sociale e del volontariato che si occupano della promozione della salute delle popolazioni migranti e del contrasto delle malattie della povertà e assicurare le attività assistenziali tramite le strutture delle regioni partecipanti.

Tutte le informazioni sulle pagine internet del Ministero della Salute.

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