SANITA’. A Torino anziano muore davanti ospedale, CODICI: “Fare chiarezza”

Ieri mattina a pochi metri dall’ospedale di Moncalieri (To) è morto un uomo di 69 anni. Un fatto analogo era già accaduto tre mesi quando un uomo di 72 anni aveva perso la vita in seguito ad un infarto che lo aveva colpito davanti all’insegna del Mauriziano. In entrambi i casi, i sanitari non si sono rifiutati di intervenire all’esterno dell’edificio invocando il rispetto di un regolamento del pronto soccorso che vieta ai medici di uscire fuori dalla struttura ospedaliera. Con rammarico sulla vicenda è intervenuta l’Associazione CODICI che fa indirizzato alla Procura di Torino un esposto nel quale ha richiesto di indagare i medici del Santa Croce per omissione di soccorso ed omicidio colposo. L’associazione ha inoltre chiesto al nosocomio di visionare gli atti attraverso i quali l’Ospedale avrebbe dovuto adeguare il proprio regolamento alla circolare dell’assessorato alla Sanità.

"A quanto pare l’esperienza non insegna, e a rimetterci la pelle sono sempre i cittadini, i quali dovrebbero poter confidare in un sistema sanitario rapido ed efficiente, – afferma il segretario nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli – capace di ottemperare al meglio ai dettami pratici che seguono l’inviolabilità teorica del diritto alla salute, nonché al noto giuramento d’Ippocrate".

Parallelamente – continua la nota dell’associazione – sembra che l’assessore alla sanità abbia emanato una circolare che autorizza i sanitari ad uscire fuori dalla struttura nei casi di emergenza. La vicenda è decisamente poco chiara, nonostante l’assessore Valpreda abbia già gettato acqua sul fuoco, cercando di allontanare qualunque ipotesi di reato a carico dei medici.

Intanto il ministro della Salute Livia Turco in una lettera indirizzata al Coordinatore degli Assessori alla Sanità delle Regioni, Enrico Rossi, afferma che "Appare opportuno che siano adottati da parte delle Regioni provvedimenti cogenti che garantiscano la massima integrazione tra ospedale e territorio e che siano finalizzati a superare quelle che appaiono come interpretazioni eccessivamente rigide dei protocolli di pronto soccorso che, seppur dettati da direttive di intervento basate sull’appropriatezza, possono dare luogo a disfunzioni nelle operazioni di soccorso e creare disorientamento e sfiducia nei cittadini rispetto ad un servizio, quello del "118", che rappresenta uno dei punti di eccellenza del nostro sistema sanitario".

 

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