SANITA’. Al via nel Lazio la Consulta regionale per la salute mentale

Promuovere la partecipazione attiva delle persone con sofferenza mentale alla vita sociale e formulare proposte per realizzare interventi di integrazione sociale: sono fra gli obiettivi della Consulta regionale per la salute mentale, istituita dalla Regione Lazio presso l’assessorato alla Sanità e insediata ufficialmente venerdì 25 maggio.

La Consulta è composta da 12 rappresentanti delle associazioni di familiari, utenti e società scientifiche ed organismi di volontariato e tutela dei diritti dislocate sul territorio, più tre esperti, di nomina consiliare, tra gli operatori del settore. A presiedere la Consulta è stata eletta Daniela Pezzi, rappresentante dell’Area Sanitaria della Caritas Diocesana di Roma. La Regione Lazio è l’unica ad essersi dotata di un organismo simile in cui è prevista la partecipazione dei familiari delle persone malate. Nella Consulta il voto del rappresentante degli utenti conta quanto quello di ogni altro rappresentante dell’organismo.

Quali saranno dunque i compiti della Consulta? In collaborazione con l’assessorato regionale alla Sanità, sarà chiamata a "promuovere la partecipazione attiva delle persone con sofferenza mentale alla vita della collettività ed il riconoscimento dei loro diritti" e a "formulare proposte per la realizzazione di interventi in favore delle persone con sofferenza mentale, finalizzati, in particolare, a favorirne l’integrazione sociale", nonché a "promuovere iniziative per la corretta applicazione delle norme che prevedono il superamento e la definitiva chiusura degli ex ospedali psichiatrici". La Consulta dovrà inoltre collaborare con l’amministrazione regionale per il monitoraggio sulle strutture psichiatriche, promuovere iniziative nei confronti di situazioni particolarmente gravi e proporre azioni per l’assistenza.

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