SANITA’. Anziani, organici fantasma in strutture di ospitalità

Le strutture che ospitano anziani non-autosufficienti e spesso con disturbi di vario tipo quali neurologici e psichiatrici non hanno a disposizione uno staff di medici appropriato: una struttura su 5 non ne ha nemmeno uno in organico, mentre solo nell’8% dei casi il responsabile delle strutture è un medico. Sono i dati che emergono dall’indagine Progres-Anziani (PROGetto strutture RESidenziali) promossa dalla Regione Calabria con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e di altri 11 enti pubblici.

Obiettivo principale: dotare le autorità di sanità pubblica regionali e nazionali di informazioni approfondite con cui orientare le scelte di programmazione in questo settore, e che ha quindi permesso di raccogliere informazioni non solo sulle persone ospitate ma anche sul personale, l’organizzazione e le caratteristiche logistiche ed architettoniche delle strutture. Un campanello d’allarme è rappresentato dalla carenza di figure mediche all’interno di strutture residenziali in cui l’età media degli ospiti è pari a 79 anni. Secondo i dati raccolti dall’indagine Progres-Anziani, la maggior parte delle SR italiane ha come proprio responsabile operativo una figura non sanitaria: infatti il responsabile operativo delle SR è un medico solo nell’8 per cento delle strutture, mentre in oltre il 60 per cento dei casi le strutture sono dirette da figure non sanitarie. Il 21,6 per cento delle SR non ha dichiarato alcun medico in organico, sebbene anche la maggior parte delle SR di questo tipo accoglie pazienti con gravi problemi neurologici (compresa la demenza) o psichiatrici: infatti il 70 per cento delle SR presenti nelle 5 regioni partecipanti ospita pazienti con prevalente patologia neurologica, e nel 40 per cento di esse risiedono pazienti con disturbi psichiatrici clinicamente significativi.

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