SANITA’. Basilicata, ecco la direttiva su assistenza sanitaria ai cittadini neocomunitari

I cittadini rumeni e bulgari non devono essere ulteriormente considerati stranieri temporaneamente presenti (STP). Lo stabilisce una Direttiva del Dipartimento Salute della Regione Basilicata che indica le modalità di assistenza sanitaria in caso di cittadini bulgari e rumeni non ascrivibili al Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Lo rende noto il Dipartimento Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale, Servizi alla Persona e alla Comunità della Regione Basilicata guidato dall’assessore Antonio Potenza.

In particolare, la direttiva stabilisce che i cittadini rumeni e bulgari non devono essere considerati STP nel caso in cui: ai sensi del Decreto Legislativo n. 30 del 6/2/2007, siano in possesso di un idoneo titolo giuridico per cui è possibile procedere all’iscrizione obbligatoria/volontaria al SSN, oppure siano in possesso di un attestato di diritto di mobilità internazionale.

Se invece tali cittadini si trovano nella condizione di non poter richiedere l’iscrizione al SSN, o non sono in possesso di un attestato di diritto di mobilità internazionale, ma necessitano di una prestazione urgente e indifferibile la Direttiva stabilisce che "questa dovrà essere erogata dai servizi sanitari preposti, ricorrendo a un sistema di rendicontazione separata".

Per l’erogazione di tali prestazioni è necessario richiedere ai cittadini comunitari rumeni e bulgari l’esibizione del passaporto o titolo equipollente e la dichiarazione sostitutiva di certificazione (ai sensi dell’art. 46 D.P.R. n. 445/2000) di domicilio nell’ambito del territorio lucano.

Comments are closed.