SANITA’. CTCU: “Contrario ai ticket nei consultori familiari”

Introdurre i ticket nei consultori familiari è "un segnale sbagliato al momento sbagliato perché rischia di pesare ulteriormente sulla situazione finanziaria già tesa delle famiglie". E’ questa la posizione del Direttivo del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) che "non condivide la volontà della politica di eliminare sempre di più le forme di accesso gratuito alle prestazioni di previdenza".

Il CTCU ribadisce in una nota che "si assiste purtroppo ad un sempre più esteso abbandono dei principi stabiliti dall’allora Assessore provinciale Otto Saurer, un pioniere della legislazione in materia di sanità e prestazioni sociali". Secondo il CTCU gli oneri finanziari che si vogliono introdurre nei consultori produrranno soltanto un aumento di burocrazia, senza portare davvero a miglioramenti di lungo termine.

"Al contrario – continua la nota – vi è da temere che, a causa di una sempre minore attività di prevenzione, si vengano invece a creare maggiori carichi nel settore socio-sanitario sotto forma di diverse o altre prestazioni. Anche il ridursi delle possibilità di accesso al di fuori delle strutture sanitarie lascia prevedere ulteriori ripercussioni negative sullo stesso".

Il CTCU crede che sia, invece, necessario, rinforzare la prevenzione in molti settori allo scopo di evitare o quanto meno di cercare di ridurre i rischi sociali. "Un’efficace prevenzione può essere sostenibile soltanto se:

  • vengono fatti oggetto di osservazione i comportamenti ed i rapporti in ugual modo senza "paraocchi morali";
  • vengono sostenuti i potenziali di auto-aiuto delle comunità coinvolte;
  • le misure fra enti pubblici e strutture non-pubbliche vengono coordinate. Esempi negativi, come i ticket, non devono essere imposti. Anzi, una volta tanto si potrebbe eliminare un salasso insensato".

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