SANITA’. Caso S. Rita, le reazioni delle Associazioni

All’indomani dello scandalo che ha coinvolto la clinica milanese Santa Rita, struttura privata ma convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, le Associazioni non sono rimaste a guardare. Confconsumatori ha dichiarato di essere pronta a costituirsi parte civile mentre Cittadinanzattiva ha sottolineato la necessità di garantire tutte le prestazioni di ricovero e di specialistica ambulatoriale convenzionate per i cittadini in lista d’attesa al Santa Rita. L’Auser infine ha espresso l’esigenza di maggiori controlli negli ospedali e nelle residenza per anziani.

Confconsumatori ha manifestato in una nota "il proprio sdegno per una vicenda in cui la malattia è usata come strumento di guadagno ed è trattata con cinismo e indifferenza, con conseguenti inutili, ulteriori, sofferenze per i pazienti, soprattutto anziani". In particolare, Il presidente regionale di Confconsumatori Lombardia, Francesca Arnaboldi, ha dichiarato che "l’associazione sarà a disposizione di coloro che volessero costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i responsabili di tali reati".

Cittadinanzattiva, in merito all’emanazione del Decreto n. 305 del 10/06/2008 con il quale la ASL Città di Milano ha sospeso il contratto tra il Servizio Sanitario Nazionale e l’Istituto Clinico Santa Rita. ha sottolineato come "ora è importante che sia garantita l’erogazione di tutte le prestazioni di ricovero e di specialistica ambulatoriale convenzionate per i cittadini in lista d’attesa al Santa Rita".

"Per non aggiungere al danno la beffa – ha affermato la vice segretaria regionale di Cittadinanzattiva, Liberata Dell’Arciprete – è necessario che ai cittadini siano date immediatamente soluzioni alternative, evitando così che gli stessi siano costretti ad una nuova attesa dopo averne già subita una".

"Una macelleria dove si fa profitto con i pezzi di carne". Così il presidente Nazionale dell’Auser, Michele Mangano sulla clinica S.Rita. "Nessun rispetto, nessuno scrupolo – ha continuato Mangano – tantomeno per i pazienti più fragili, quelli anziani, usati, e da come si legge dalle cronache della stampa, fatti soffrire e morire deliberatamente. Solo calcolo, facile e veloce arricchimento sulla pelle di chi non può difendersi. Dov’è finita la dignità, dov’è finita la deontologia professionale, c’è da chiedersi".

"Ben vengano – ha concluso Mangano – allora i controlli a tappeto nelle strutture private come in quelle pubbliche, ma anche più visite dei Nas nelle residenze per anziani, dove troppo spesso i cittadini diventano ‘invisibili’ e subiscono vessazioni e maltrattamenti nell’indifferenza generale".

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