SANITA’. Cgil propone una nuova fase di riforma del sistema sanitario in Italia

"Salute e cittadini nel servizio sanitario nazionale" è il titolo del libro presentato ieri dallo Spi-Cgil che propone una nuova fase di riforma del sistema sanitario in Italia, più incentrato sul territorio, grazie allo sviluppo di una rete di distretti socio-sanitari. "La riforma è possibile se il disegno è globale e se tutte le parti si tengono tra di loro, in ogni regione, in ogni azienda sanitaria e in ogni realtà distrettuale". I due autori del libro sono Bruno Benigni e Roberto Polillo, entrambi sono dentro il sindacato da tempo e questo attesta l’organicità del lavoro. Il Ministro della Salute Livia Turco, per impegni istituzionali, non ha potuto partecipare alla presentazione del volume, ma "si rammarica della sua assenza, perché avrebbe portato il suo contributo al dibattito".

Un dibattito che è iniziato con un commento dell’antropologo Tullio Serpilli, figlio di uno dei padri della riforma del sistema sanitario del 1978. Serpilli parla di un libro molto leggibile, quindi destinato a tutti coloro i quali siano interessati ad avere un quadro chiaro della situazione sanitaria italiana, comparata anche con i sistemi di altri Paesi. Ma importante è anche la ricostruzione storica con cui comincia il testo, partendo dai sistemi mutualistici degli anni del fascismo, arrivando fino ad oggi. "Ho apprezzato molto – sottolinea Serpilli – la dichiarata non neutralità del discorso, perché ogni strategia di intervento, muove inevitabilmente gli equilibri sociali, ed è quindi necessario fare delle scelte. E la scelta dello Spi è quella degli equilibri dei diritti dei cittadini e quella dell’equità del godimento delle risorse".

Gli autori partono dalla convinzione che in Italia non c’è alternativa ugualmente efficace al Servizio sanitario pubblico e la dimostrano con dati reali e comparazioni tra diversi sistemi sanitari. Ma da un’analisi approfondita emergono sprechi di risorse e squilibri che rispondono alla logica degli interessi di particolari settori e categorie, e non dell’intera comunità. E con questa consapevolezza si propone un modello organizzativo nuovo più adatto a rispondere alle esigenze della modernità.
La domanda di salute e di cura richiede un sistema di offerta qualificato nel territorio, e il distretto socio-sanitario è proprio la sede per l’incontro della domanda con l’offerta.

Comments are closed.