SANITA’. Cure “accettabili”, ma poca sicurezza. Inchiesta Altroconsumo in 14 ospedali

Negli ospedali italiani lo standard qualitativo di cura è nel complesso "accettabile", ma non mancano gravi lacune nel sistema. Altroconsumo ha realizzato un dossier-inchiesta per valutare la qualità delle cure offerte da 14 ospedali (a Bari, Bologna, Milano, Napoli, Pavia, Pietra Ligure, Roma, Torino, Verona e Palermo), calandosi nei panni di un normale paziente che deve essere operato di protesi d’anca. Le strutture scelte sono tra quelle maggiormente segnalate dai medici di base come centri di riferimento per tale tipo di intervento.

L’inchiesta rientra nella campagna che Altroconsumo porterà avanti per tutto il 2007 sul tema della tutela della salute dei cittadini e della qualità offerta dal servizio sanitario. Valutando punti deboli e punti forti degli istituti e considerando diversi parametri di qualità, con visite in ogni reparto e interviste ai caposala, Altroconsumo ha dunque riscontrato che pochi dei reparti presi in considerazione superano la sufficienza.

Qualche ospedale è bocciato sia per l’insufficiente numero di infermieri in rapporto ai letti,sia per lo scarso comfort delle camere: troppi letti e assenza di aria condizionata. Quasi tutti gli ospedali coinvolti nell’inchiesta assicurano uno standard qualitativo di cura nel complesso accettabile, ma le pecche non mancano e si riscontra una certa variabilità tra le diverse strutture.

Secondo Altroconsumo le lacune più gravi sono:

  • metà degli ospedali non sanno quanti e quali errori commettono, dato che non li registrano e tanto meno seguono una procedura di controllo validata per regolare tutte le attività quotidiane, in modo da ridurre al minimo il rischio di errori commessi dagli operatori sanitari (operazioni sull’arto o sul sito sbagliato, dosaggi errati di farmaci, strumenti dimenticati nella ferita e via dicendo);
  • in molti ospedali il trattamento del dolore postoperatorio è affrontato con un certo empirismo, senza l’applicazione dei metodi disponibili (e utilizzati in alcuni ospedali) per affrontarlo e controllarlo sistematicamente;
  • benché quasi tutti gli ospedali svolgano attività di ricerca scientifica, pochissimi partecipano a registri, ossia inseriscono i dati in archivi centralizzati che contengano tipo, modello e durata della protesi utilizzata, successi, insuccessi e complicanze degli interventi: i registri sono fondamentali per valutare correttamente le prestazioni di una struttura e, in particolare, la qualità delle protesi utilizzate.

Il dossier è disponibile sul sito di Altroconsumo

Comments are closed.