SANITA’. Ddl su testamento biologico. Oggi in Senato

Tutelare il paziente che non può esprimere la propria volontà. E’ questo l’obiettivo del ddl che detta disposizione in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari per evitare l’accanimento terapeutico. Il testo in calendario per oggi in commissione sanità di palazzo Madama sarà presentato dal primo firmatario, il presidente Ignazio Marino.

Nel testo di Marino viene definita dichiarazione anticipata di trattamento l’atto di volontà da redigere insieme al medico di medicina generale o il medico curante della struttura sanitaria. Nel documento deve essere indicato un fiduciario e la dichiarazione diventa valida quando interviene lo stato di incapacità.

  • CONSENSO INFORMATO: ogni trattamento sanitario deve essere subordinato al consenso dell’interessato, prestato in modo libero e consapevole. Il soggetto interessato ha il diritto di rifiutare in tutto o in parte le informazioni che gli competono. In tal caso i dati devono essere comunicati al fiduciario e del rifiuto deve essere data menzione nella cartella clinica.
  • DECISIONI SOSTITUTIVE: se la persona da sottoporre a trattamento è incapace di accordare o rifiutare il consenso i medici sono tenuti a rispettare la volontà espressa nella dichiarazione anticipata di trattamento e, in subordine, quella manifestata dal fiduciario oppure dal coniuge, dal convivente, dai figli, dai genitori o da parenti entro il quarto grado.
  • MIGLIORE INTERESSE: chi decide deve agire nell’esclusivo e migliore interesse dell’incapace, tenendo conto della volontà espressa da quest’ultimo in precedenza, nonché dei valori e delle convinzioni proprie della persona in stato di incapacità. Non è richiesto il consenso al trattamento sanitario quando la vita della persona incapace sia in pericolo ovvero quando il suo consenso o dissenso non possa essere ottenuto e la sua integrità fisica sia minacciata.
  • CONTRASTI: in caso di contrasti la decisione è assunta dal comitato etico della struttura sanitaria, se non può arrivare a una decisione, questa è assunta su istanza del pubblico ministero dal giudice tutelare.

 

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