SANITA’. Dirigenti servizio pubblico promuovono agitazione contro tagli del Governo

"Con cronometrica puntualità il Governo torna a prendere di mira il Servizio sanitario nazionale. Non soddisfatto di avere, solo un anno fa, congelato le retribuzioni dei dirigenti, bloccato il contratto per un triennio, prosciugato i fondi contrattuali, peggiorato i requisiti previdenziali, procurando complessivamente un crollo del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, intenderebbe prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino al 2014 e tagliare le retribuzioni superiori a 50.000 euro. Una tassa occulta imposta a tutti i medici e ai dirigenti del SSN, che del pubblico impiego costituiscono la categoria più numerosa, con "tagli lineari" che colpiscono alla cieca, interessati solo alla cassa e non alla equità e persino alla efficienza, senza rispetto per quantità, qualità e importanza sociale del lavoro svolto". E’ quanto dichiara il Segretario Nazionale di Anaao Assomed, Costantino Troise, che il prossimo 5 luglio proporrà a tutte le sigle sindacali del settore la proclamazione dello stato di agitazione per respingere l’ennesima minaccia alla sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale e pubblico ed al lavoro dei suoi Dirigenti che garantisce il diritto alla salute dei cittadini.

Secondo il Segretario si tratta di "un film già visto che carica sui soliti noti, e solo su di loro, il risanamento dei conti pubblici. Mentre l’eternizzato blocco del turn over costringerà a riposi sempre più corti, a più’ straordinari e meno ferie, rubando ogni speranza a 8mila medici precari di lungo corso. Con una spesa sanitaria inferiore alla media Ocse, il Governo usa la crisi economica per minare alle fondamenta la Sanità riducendo lo spazio del pubblico a favore del privato. Un effetto tsunami colpirà la sfera delle tutele, con la facile previsione che se oggi solo 8 Regioni sono in grado di assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza, domani più nessuna sarà in grado di erogare le prestazioni sanitarie necessarie a garantire il diritto alla salute dei cittadini. Che pagheranno tutto e pagheranno caro. Medici e dirigenti sanitari del SSN non accettano il ruolo di "bancomat" di una politica strabica, che ignorando rendite e posizioni di privilegio, e continuando a rinviare la riduzione dei suoi costi ad un secondo tempo, mortifica quelle categorie che con il loro lavoro, strumentalmente denigrato, assicurano la sopravvivenza del Welfare e la tutela del bene più prezioso per i cittadini".

Comments are closed.