SANITA’. Ecco cosa ha fatto in 84 giorni e cosa farà in futuro il Governo per la salute pubblica

"Il primo bilancio sull’attività di questi 84 giorni di Governo, in materia di salute pubblica, è sicuramente positivo. Abbiamo cercato di accelerare il più possibile il processo di cambiamento del Sistema Sanitario Nazionale. Il nostro obiettivo è il superamento delle unità ospedaliere marginali, verso una politica sanitaria più territoriale". Sono state queste le parole pronunciate dal ministro del Lavoro, Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, che ha aperto la conferenza stampa organizzata oggi a Roma per fare il punto sui primi 84 giorni di Governo della sanità e sulle iniziative future.

Sacconi è convinto che con il nuovo Governo "si sia davvero innescato un meccanismo di responsabilità, anche nelle singole amministrazioni regionali" e che si sta andando verso "la costruzione di un modello sociale fondato sulla persona". All’atto dell’insediamento il programma di Governo comprendeva tra i suoi punti prioritari l’abbattimento delle liste d’attesa, la riqualificazione della situazione sanitaria del Sud, l’implementazione sul territorio di metodologie per verificare l’appropriatezza delle procedure diagnostiche-terapeutiche, la promozione della ricerca biomedica.

"Il programma di Governo prevedeva queste priorità – ha spiegato il Sottosegretario Ferruccio Fazio – ma appena abbiamo messo mano alla situazione ci siamo resi conto che c’era un’enorme separatezza tra il ciclo politico e quello operativo e che il sistema generava grosse difficoltà procedurali e organizzative". Un esempio su tutti di questa complessa e dispersiva situazione è dato dal numero delle commissioni consultive: 41 in totale, di cui 28 istituite a norma di legge e 13 istituite con Decreto Ministeriale. "Per questo – ha detto il Sottosegretario – abbiamo subito creato una taskforce che identificasse i nodi da sciogliere per rendere il funzionamento delle attività sanitarie del nostro Paese omogeneo e funzionale".

Tornando alle priorità del programma di Governo, il Ministero è impegnato nell’abbattimento delle liste d’attesa, che sono uno dei problemi maggiormente avvertiti dai cittadini. "Sulle liste d’attesa ci siamo dati 2 grandi priorità – ha dichiarato Fazio – che sono le malattie cardiovascolari e le malattie oncologiche, che rappresentano le prime 2 cause di morte in Italia. Per entrambe si prevedono 4 livelli di priorità:

  • entro 72 ore prestazioni urgenti;
  • entro 10 giorni prestazioni differibili;
  • entro 30 giorni prestazioni il cui rinvio non interferisce con le necessità diagnostiche terapeutiche;
  • entro 60 giorni le altre tipologie di prestazioni variabili.

Sono in via di definizione, inoltre, le sottoclassi specifiche di priorità per le procedure diagnostiche e terapeutiche in campo oncologico, sia per la chemioterapia e radioterapia, sia per la terapia in caso di recidiva tumorale". Passando al problema dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) Fazio ha spiegato perché il Governo ha ritirato il documento presentato dal Governo precedente. "E’ stato un problema sostanzialmente tecnico; abbiamo dovuto ritirarli perché non c’era una sufficiente copertura di bilancio, ma noi stiamo presentando un documento con i nuovi Lea".

Le novità per i Livelli essenziali di assistenza sono il recupero di alcune innovazioni urgenti, come la vaccinazione HPV, le diagnosi e le terapie per le malattie rare e le protesi per i pazienti urgenti, e l’eliminazione di alcune prestazioni ormai obsolete e di scarsa utilità diagnostica-terapeutica, come l’ipertemia. Fazio ha annunciato che entro il 31 ottobre 2008 verrà raggiunta un’intesa tra Stato e Regioni che prevederà anche l’erogazione in regime ambulatoriale di prestazioni fino ad oggi riservate all’ospedale, come la chirurgia della cataratta. Terza punto del programma di Governo il territorio. "Oggi il cittadino non ha davanti a sé una linea che tracci il percorso che deve seguire se si ammala. Il 40% dei ricoveri negli ospedali – ha denunciato Fazio – è inappropriato perché il cittadino va al pronto soccorso perché non sa dove andare".

L’obiettivo del Governo è quello di costruire strutture a ponte tra medicina di base e ospedale, che possano funzionare come centri aperti al pubblico 24 ore su 24 per la valutazione specialistica di episodi trattabili ambulatorialmente. Questo permetterà di ridurre l’attuale eccessivo afflusso al pronto soccorso, dove oggi sono numerosissimi i casi classificati come codici bianchi e verdi. Si stanno valutando forme di impiego di gruppi di medici di continuità assistenziale e una più estesa utilizzazione domiciliare degli specialisti ambulatoriali, anche in orari serali e festivi. Le altre priorità sono la prevenzione e il rinnovamento tecnologico. L’attuale Piano Nazionale della prevenzione è stato prorogato fino al 2008 e, in collaborazione con le Regioni, si stanno individuando gli obiettivi di intervento per il nuovo Piano di prevenzione 2009-2011. Grande attenzione verrà data agli stili di vita e alle categorie deboli, come gli anziani, i bambini obesi e gli immigrati. Fazio ha ricordato che "nel 2050 circa il 12% della popolazione si stima che avrà più di 80 anni e che il 50% di questi non sarà autosufficiente".

Fazio ha poi annunciato la futura creazione di "un presidio sanitario a Lampedusa, per far fronte all’attuale situazione di gente che viene visitata in un capannone di lamiera proprio sul porto". Il rinnovamento tecnologico prevederà le tecnologie diagnostiche, quelle terapeutiche e quelle dei servizi. Infine importante è stato il gruppo di lavoro congiunto creato ieri con il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che potrebbe prevedere anche la creazione di un fondo unico per la ricerca. Verrà creato comunque un gruppo di scienziati a fine carriera che risolveranno il problema della trasparenza nella valutazione. "Chiediamo – ha concluso Fazio – alle Regioni di riqualificare le srutture già esistenti perché non è possibile costruire tanti ospedali ma è possibile trasformare i posti letto in territorio , volgendo un’attenzione particolare all’umanizzazione".

a cura di Antonella Giordano

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