SANITA’. Emilia Romagna, al via iniziative per il trentennale della Legge Basaglia

Un passo importante verso l’inclusione sociale. La Legge 180, che determinò la chiusura delle strutture manicomiali, costituì un punto chiave per le persone affette da disturbi mentali,avviando un processo di integrazione e di riaffermazione dei diritti umani. Oggi, a trent’anni dalla approvazione del provvedimento promosso dallo psichiatria Franco Basaglia, la Regione Emilia Romagna ha deciso di organizzare una serie di iniziative per ricordarne l’anniversario. Ciò in collaborazione con le associazione dei familiari ed il coinvolgimento dei Dipartimenti di salute mentale della aziende sanitarie e degli enti locali.

Sotto lo slogan "Ogni giorno contro l’indifferenza: 30 anni di legge 180", si avvicenderanno fino all’autunno prossimo numerosi eventi culturali: spettacoli teatrali, convegni, musica, letture e mostre fotografiche. La Legge Basaglia, varata il 13 maggio di 30 anni fa, rappresenta uno dei cardini della sanità italiana. Grazie ad essa fu sancito il divieto di ricovero dei pazienti psichiatrici presso i cosidetti "manicomi" e fu affermato il diritto alla qualità della vita dei pazienti con disturbi mentali, puntando su i principi della prevenzione, della cura e della riabilitazione. "Sono trent’anni che – ha dichiarato Angelo Fioritti, responsabile del Servizio salute mentale della Regione Emilia-Romagna – hanno cambiato l’approccio della nostra società nei confronti di chi soffre di malattia mentale: non più reietto da ghettizzare entro quattro mura, ma persona come tutti gli altri. E’ stato un grande passo avanti che ci ha permesso di conseguire uno dei cambiamenti più difficili a livello culturale". "Ora – ha proseguito Fioritti – dobbiamo pensare all’inserimento lavorativo, alle relazioni interpersonali delle persone ammalate, alle nuove patologie e dipendenze. Un cammino che affrontiamo assieme alle associazioni, agli operatori, agli enti locali in un clima di dialogo e confronto continuo". Il programma delle manifestazioni, alcune delle quali sono già partite l’11 maggio scorso coinvolge le maggiori città della regione, come Bologna, Ferrara, Parma e Ravenna.

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