SANITA’. Errore aborto selettivo, Cittadinanzattiva: ancora troppi i casi di malpractice

Aborto selettivo su un feto sano. E’ accaduto a giugno all’ospedale San Paolo di Milano: per errore l’interruzione della gravidanza era stata effettuata sul feto sano anziché su quello affetto da sindrome di Down. Sul caso la Procura di Milano ha aperto un fascicolo ma ad oggi non compaiono ancora né indagati né ipotesi di reato.

"Affrontiamo con saggezza il tema del consenso informato e degli errori in medicina, che sono ancora troppi nell’area della ginecologia e ostetricia, come testimoniato anche dai nostri dati: nell’ultimo rapporto Pit salute l’8,8% dei casi sul totale delle segnalazioni riguarda presunti episodi di malpractice". Queste le dichiarazioni di Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. In particolare, risultano in aumento i sospetti errori per errata diagnosi prenatale (12%, +9% delle segnalazioni rispetto all’anno precedente) e crescono anche le segnalazioni per interventi ginecologici non riusciti (25%, +7%) e per problemi al bambino in seguito al parto (27%,+1%). Diminuiscono, al contrario, le segnalazioni di problemi per la madre in seguito al parto (22%, -3%) e di errata diagnosi di patologie ginecologiche (7%, – 7%). Più in generale, si sbaglia maggiormente durante i ricoveri (78% dei sospetti errori segnalati) e nello svolgimento di interventi chirurgici (72% dei casi). "L’impegno per una migliore prevenzione e gestione degli errori", ha quindi concluso la Moccia, "è doveroso e indiscutibile per tutte le strutture sanitarie di questo Paese, così come la diffusione di una cultura vera del consenso informato: la scelta di ciascuno deve nascere da una informazione completa e consapevole, anche di tutti i rischi connessi a un intervento".

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