SANITA’. Errori medici. Turco: “Affrontare il problema”

In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o provocati dalla cattiva organizzazione dei servizi sono allarmanti: tra 14 e 50 mila i decessi ogni anno, circa 90 al giorno, di cui il 50% certamente evitabile. Lo affermano gli esperti dell’ Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Secondo l’ Associazione sono almeno 320 mila le persone danneggiate da questi errori, con costi pari all’1% del PIL, 10 miliardi di euro l’anno.

Nella particolare classifica delle specialità in cui si commettono più errori, stilata dal Tribunale dei diritti del Malato, l’Oncologia, con un 13% si colloca al secondo posto, preceduta dall’Ortopedia con il 16,5% di errori, seguita dall’Ostetricia (10,8%) e dalla Chirurgia (10,6%). Gli errori più frequenti vengono fatti in sala operatoria (32%), poi nei reparti di degenza (28%), nei dipartimenti di urgenza (22%) e negli ambulatori (18%). Ma quali sono gli errori più frequenti? L’ordine di somministrazione di un farmaco può dunque essere equivocato, soprattutto se non vi è il controllo anche al letto del paziente. Anche l’ambiente in cui si lavora influisce: perché un conto è scrivere la cartella clinica in un ambiente tranquillo, seduti a una scrivania, altro è farlo, coma talvolta capita, in corridoio, nella confusione generale. Altri errori sono dovuti al sistema che, a causa delle lunghe liste d’attesa (per visite ed esami diagnostici) è causa diretta delle diagnosi tardive, che arrivano quando ormai il danno è irrecuperabile.

I dati forniti oggi dall’Aiom confermano infatti l’urgenza di affrontare il fenomeno degli errori in medicina e la necessità di garantire la massima sicurezza possibile ai cittadini che ogni giorno si rivolgono alle strutture sanitarie del nostro Paese.

"Qualunque sia il numero giusto, anche se vi dovesse essere solo un morto all’anno per cause evitabili in ospedale, interviene il Ministro della Salute, Livia Turco, abbiamo il dovere di affrontare il problema con decisione per garantire la sicurezza dei pazienti oltre che per scongiurare la deriva conflittuale dei rapporti tra cittadini e medici. I dati forniti oggi dall’Aiom confermano infatti l’urgenza di affrontare il fenomeno degli errori in medicina e la necessità di garantire la massima sicurezza possibile ai cittadini che ogni giorno si rivolgono alle strutture sanitarie del nostro Paese". Per questo – continua il Ministro – ho provveduto ad istituire ai primi di ottobre presso il Ministero della salute, il Centro di riferimento per la sicurezza dei pazienti, che in Italia non esisteva ancora, e che entrerà in rete con gli altri centri analoghi già esistenti in Europa.

E’ inoltre attiva la Commissione ministeriale per il rischio clinico e la sicurezza dei pazienti che ha avviato una rilevazione nazionale sulle iniziative di prevenzione dei fattori di mal practice già esistenti nel nostro Paese, messo a punto un protocollo sperimentale per il controllo e il monitoraggio degli eventi avversi e dei decessi ed elaborato precise raccomandazioni per la prevenzione degli errori. In cantiere, conclude Turco, la realizzazione del primo Osservatorio nazionale sul fenomeno con la partecipazione delle Regioni, delle associazioni professionali e di tutela dei cittadini e la Prima conferenza internazionale sulla prevenzione del rischio clinico che si svolgerà ad Arezzo per iniziativa del Ministero della Salute e di altri soggetti istituzionali e privati, dal 29 novembre al 2 dicembre di quest’anno".

 

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