SANITA’. Esami medici, troppi e cari. Regione Lombardia: “Stop a prescrizioni inutili”

Troppi esami fondamentalmente inutili. Lo sostiene la Regione Lombardia, che ha deciso di dare un giro di vite alle prescrizioni, aumentate, negli ultimi sei mesi, nella misura del 9%, contro una previsione che non avrebbe dovuto superare il 2,5%. Nel mirino del Pirellone sono finiti gli esami del sangue, secondo la Regione sempre più costosi (in particolare quelli con i marker tumorali), le ecografie, le tac e le risonanze.

"Sono tutte prestazioni diagnostiche che fanno lievitare le spese della sanità e dove le liste d´attesa si allungano di giorno in giorno. Gli esami inutili sono in aumento e per questo capitolo di spesa la Regione rischia di andare oltre il miliardo di euro, 100 milioni in più rispetto ai 900 milioni messi a preventivo". A dare l´allarme sugli esami diagnostici inappropriati è stato Carlo Lucchina, direttore generale della sanità lombarda, che ha aggiunto "Abbiamo dati che dimostrano un aumento delle prescrizioni anche ad alto costo e quindi si è ritenuto il caso di avviare una verifica attenta del fenomeno. Al posto di un semplice e più economico esame dell’emocromo cominciano a esserci troppe richieste di indagini più approfondite per i marker tumorali. Richiesta non giustificata da un punto di vista epidemiologico. O in Lombardia siamo alle prese con un´epidemia di tumori o si tratta di esami inappropriati".

Lucchina vuol vederci chiaro: i medici di famiglia tornano nel mirino del Pirellone e per i prossimi sei mesi saranno sotto stretta sorveglianza delle autorità regionali.

"Sono loro che firmano le ricette. Il 60% delle prescrizioni specialistiche passa dal medico di base – sottolinea Lucchina, citando i dati che hanno messo in allerta il Pirellone, già alle prese con i tagli imposti dal governo – .Siamo a metà anno e l´incremento della spesa, di solito intorno al 2,5% rispetto all´anno precedente, sta avvicinandosi al 9%, che rischia di portarci a sfondare il tetto di un miliardo di euro".

Diversa la posizione dei medici di base, finiti ancora una volta nell´occhio del ciclone.

"Non ci siamo mai opposti ai controlli purché siano seri – spiega Mauro Martini, presidente nazionale dello Snami, il sindacato nazionale autonomo medici italiani, che non ci sta a fare ricadere tutte le colpe sui medici di base – .Inoltre, tutte quelle prescrizioni non sono nostra iniziativa. Noi, sempre più di frequente, dobbiamo trascrivere gli esami che altri medici specialisti, privati o ospedalieri, richiedono per i nostri pazienti. Chiediamo alla Regione di distinguere ciò che prescriviamo effettivamente noi e quello che, invece, trascriviamo solo e troviamo una formula per distinguere il nostro operato dal resto".

Luciano Bresciani, assessore alla Sanità regionale butta acqua sul fuoco. "Voglio ricordare che lo scorso anno abbattendo gli esami inutili abbiamo risparmiato 140 milioni che sono stati reinvestiti in oncologia, a sostegno delle lungodegenze e dai farmaci "off label" che si impiegano per certe patologie. La lotta alle spese inutili è già in corso e sta dando i suoi risultati. Se anche per il 2008 riusciremo a ridurre le spese che non servono saremo in grado di fronteggiare i tagli proposti dal governo, che si aggirano sugli 84 milioni, senza dover tagliare servizi o imporre ticket. E questo mi sembra un grande risultato".

Sulla questione degli esami inutili è intervenuta anche l’opposizione regionale, nella persona di Carlo Monguzzi (Verdi), invitando a non buttare però il bambino con l’acqua sporca. "Ben vengano i controlli che dovevano esserci già. Ma interveniamo sugli sprechi e non sugli esami utili e salvavita. E andiamo a vedere se chi prescrive invece esami inutili, non si concentra per caso nel privato".

Intanto a tranquillizzare i cittadini, preoccupati di un’ipotetica reintroduzione del ticket sanitario, è intervenuto il presidente della Regione a margine della presentazione della nuova Unità mobile per le grandi emergenze che si è tenuta stamani all’ospedale Niguarda.

"Non ci sarà nessun ticket in Lombardia", ha concluso Roberto Formigoni, ai giornalisti che chiedevano notizie relative all’ipotesi di nuovitagli alla sanità previsti nella Finanziaria.

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