SANITA’. Fidas: “In Italia aumentano i donatori di sangue, ma resta l’emergenza”

Le donazioni raccolte dalla Fidas (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) sono state 357.356, circa 12 mila in più rispetto all’anno precedente con un incremento del 3,38%, in linea con l’aumento medio nazionale. Gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità dimostrano però che non si può abbassare la guardia: sono infatti ancora 300 mila le unità di sangue provenienti da donatori occasionali e persiste una forte carenza di plasmaderivati, che costringe l’Italia ad importare dall’estero un terzo del plasma da avviare alla lavorazione industriale (il nostro fabbisogno è stimato in 1 milione di litri l’anno) e i farmaci emoderivati.

Secondo i dati diffusi dalla Fidas, nel nostro Paese le donazioni di sangue sembrano essere in aumento: lo scorso anno infatti il numero degli iscritti all’associazione ha superato le 400 mila unità con un incremento del 4,39%, quasi un terzo del numero totale di donatori italiani. I nuovi donatori sono stati 30.961. Confortante anche il dato relativo ai giovani donatori, (tra i 18 ed i 28 anni) che nel 2005 sono diventati 63.216 (+4,7%).

La Fidas sostiene che le principali difficoltà nascano dalla programmazione nazionale dei fabbisogni, dalla ottimizzazione della donazione del sangue, dalla compensazione intra ed extraregionale. Il discorso sull’emergenza sangue sarà affrontato nel corso del 45mo congresso nazionale della Fidas che a Verona dal 22 al 24 aprile.

"Come recita la nuova disciplina sulle attività trasfusionali, a lungo attesa dai medici del settore e dai donatori di sangue – ha sottolineato Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale Fidas – l’attività trasfusionale, parte integrante e trainante del servizio sanitario nazionale e base imprescindibile di molte attività mediche e chirurgiche, si basa sulla donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue umano e dei suoi componenti. E’ nella piena attuazione di questo concetto – ha concluso – che si deve predisporre la programmazione delle donazioni indispensabili ai fabbisogni dei pazienti e del servizio sanitario stesso".

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